Cronaca, ,


12 settembre 2008 0:00 — 0 Commenti

l miracolo delle formiche alate non c’è più. Al suo posto un altro…

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Il paese di Gottano ha meno di dieci anime. E il santuario della Natività è a rischio crollo. Ma… un’associazione non ci sta. Servono ancora cento mila euro. Le foto delle formiche (assenti)

GOTTANO (Vetto, 11 settembre 2008) – L’altro giorno non sono tornate e il miracolo non si è ripetuto.

Siamo al santuario secolare dedicato alla “Natività di Maria” che si erge in cima al monte di Gottano e, dirimpetto alla Pietra di Bismantova e al Ventasso, domina una larga fetta del territorio vettese. Meta di pellegrinaggi sin dal Seicento, il secolare luogo di culto è meglio conosciuto come “Oratorio delle formiche”, per via di un singolare fenomeno naturale (miracolo secondo alcuni) che avveniva sino a non troppo tempo fa: ogni due anni, sulla soglia della chiesa, migliaia di formiche alate venivano a morire sulla soglia dell’oratorio, ora consacrato a santuario. Questo singolare fatto, però, avveniva il giorno precedente, lo stesso o il seguente l’8 settembre, il giorno della “Natività di Maria” (a cui, appunto, l’oratorio è dedicato). Quest’anno le formiche non sono tornate.

“Colpa dei ripetitori della tv” spiega uno dei pochi gottanesi rimasti. Ma, forse, il guaio più grosso era che si rischiava di vedere crollare proprio lui, il famoso santuario delle formiche alate.

Era l’estate del 2005 quando il parroco don Carlo Castellini lanciò l’appello in terza pagina dal foglio di informazione parrocchiale “Camminando”. Il santuario era gravemente compromesso, occorreva intervenire presto e subito. La sua situazione era aggravata dal terremoto del 1996 e dalla siccità delle ultime stagioni. Le crepe che c’erano si erano allargate vistosamente, tanto che si rese necessario un sopralluogo ad opera dei tecnici comunali per valutarne l’agibilità.

Gli abitanti del posto non si sono persi d’animo: organizzati attorno alla parrocchia, da qualche tempo hanno attivato una caparbia associazione “Amici di Gottano”. Si sono rimboccati le maniche, compresi i discendenti dei gottanesei, e sotto l’egida di don Carlo Castellini a marzo del 2006 ha preso via il progetto per il recupero del santuario, ormai inagibile.

E’ arrivato un contributo dalla Curia, ma molte e molte di più sono le risorse arrivate attraverso le tante attività dell’associazione, come le periodiche feste estive o il primo maggio gottanese. Sul monte del santuario, nella parte vecchia del paese, che conta meno di dieci abitanti, si è riusciti già ad investire già circa centomila euro per le opere più urgenti. E’ stato realizzato il cordolo per la messa in sicurezza delle fondamenta, i pali per il consolidamento, le acque delle grondaie sono allontanate dalle fondamente e sono state fatte altre opere di cantiere. Manca, ancora, la volta e il tetto.

“Parlatene e scrivete di quest’opera – dice Pietro Carapezzi, uno dei volontari che incontriamo sul posto – perché per riuscire a completare il tutto occorrono altrettante risorse. Noi ce la mettiamo tutta”.

Manca il miracolo delle formiche, ma il piccolo miracolo, quello della buona volontà, a Gottano di Sopra – paese con meno di dieci anime – è già accaduto. Ne serve un altro.

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Gabriele Arlotti ha scritto 2635 articoli per Studio Arlotti

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