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1 novembre 2017 9:04 — 0 Commenti

Variante Bocco-Canala: una rotonda da brivido. Anzi due

Una rotonda, anzi due, da brivido. La variante Bocco-Canala recentemente inaugurata, dopo un intervento durato alcuni anni per 48 milioni di spesa, è caratterizzata, oltre che dal sistema costruttivo di ultima generazione, da due rotonde all’inizio e alla fine del nuovo tratto. Quest’ultimo consente di by passare il vecchio percorso della ss63 che, appunto, transitava dall’abitato del Bocco. Due rotonde, una nord e una a sud, che consentono agevolmente agli abitanti della piccola frazione casinese di immettersi sulla principale arteria del nostro Appennino. Ma, anche, due rotatorie che costringono tutti gli automobilisti a interrompere la normale percorrenza per disimpegnarsi nelle stesse per potere proseguire diritto, non senza qualche difficoltà. In particolare quella di valle si rivela particolarmente insidiosa. Infatti chi scende “in velocità” deve imboccare la rotonda a destra per poi proseguirla tutta e svoltare a sinistra: tutto questo per andare… semplicemente diritto. Il risultato? Che molti automobilisti dopo avere percorso la nuova variante hanno dovuto frenare pericolosamente a ridosso delle stesse.

Ne sa qualcosa l’autoambulanza della Croce Verde di Reggio che ha arrestato la sua corsa oltre la prima rotonda, che sale, abbattendo il guardrail e rimanendo sospesa sulla scarpata. Ma anche quel pazzo automobilista che, forse, ha iniziato a frenare proprio perché ha visto la stessa rotonda e ha lasciato sull’asfalto segni di 100 metri di frenata.

“Ci sono più uscite a Bocco che in autostrada a Reggio” citava, nei giorni scorsi, la Gazzetta di Reggio riprendendo il pensiero ‘social’ di un automobilista e alcune perplessità. “Dove vai? Al Bocco. Al Bocco Nord o al Bocco Sud?”.

A memoria di paese, pare che una simile dotazione di rotonde fosse stata sollecitata da qualche passato amministratore ai tempi del progetto della variante, un progetto le cui origini risalgono alla fine degli anni Ottanta per le opere pubbliche di interesse per le Colombiadi del 1992.

Certo che, ora, la situazione di pericolosità è evidente. Lo racconta anche la rete. “Stamattina ho fatto la nuova galleria del Bocco – scrive Laura su Facebook – e wow! Bellissima, ha persino l’asfalto tirato a lucido…. se uno riesce ad evitare di stamparsi alla sicurissima rotonda conclusiva, con quel minuto che risparmia rispetto alla strada normale sai quante cose riesce a fare?”

“Alla rotonda – aggiunge Federica – aspetto la prima gelata… poi a Reggio ci arrivo al volo!”

E mentre Anas ha già annunciato che a breve partiranno lavori di adeguamento, con lavori per 8 milioni di euro, per la galleria che passa sotto Migliara, che dovrebbe essere dotata più o meno degli stessi sistemi della nuova variante, in Provincia si cerca intanto il nuovo accordo di programma per realizzare altri tre interventi nel tratto tra Vezzano e il Bocco, per circa 36 milioni di euro, che al momento è quello che presenta le maggiori “strozzature”, tra tornanti e strettorie, verso la pianura. Si tratta di ulteriori opere progettate dal Servizio infrastrutture della Provincia, quali rettifiche di curve, allargamenti della sede stradale, in particolare tra la pinetina di Vezzano e Casoletta e tra Bettola e la nuova galleria: sempre alla Bettola è previsto l’intervento più complesso, una variante di quasi 800 metri comprensiva di due gallerie e un viadotto intermedio. Intanto chissà che, come avvenuto alla Croce quando la Provincia realizzò una rotonda “troppo stretta” non si possa rettificare questo insidioso percorso.

 

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Gabriele Arlotti ha scritto 2301 articoli per Studio Arlotti

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