Antonio Pigozzi
Curriculum
Antonio Pigozzi è montanaro più che montanaro della Val Dolo, dove vive e lavora a Gazzano di Villa Minozzo: qui è nato il 13 settembre 1955. Dei montanari di un tempo conserva la semplicità e l’umiltà, ma pure una sorta di perenne fanciullezza di mente e di cuore che gli consente ancora, dopo oltre vent’anni, di dedicarsi all’arte presepista e di accostarsi alla magia del Natale con animo nuovo. Nascono così i suoi magnifici diorami, scene che possono essere osservate solo da un’unica visuale, e dove la prospettiva viene esaltata da particolari effetti di luce. Dal 1985 fa parte dell’Associazione italiana “Amici del Presepio” e le sue opere si trovano nelle maggiori mostre europee: lo Studio Arlotti ha contribuito a divulgarne la meritata fama attaverso i media. Ma il suo segreto? Forse sta in quel parlare poco, ma ascoltare e osservare molto. Nel suo laboratorio, un vecchio fienile ove si accede con una scala a pioli accanto alla chiesa di San Marco, Antonio ha via via realizzato presepi che rappresentano tutti gli episodi principali della vita di Gesù. I suoi strumenti sono gessi, legni, terrecotte, pennelli e scagliole. Quasi tutte le sue opere sono magistralmente ambientate nei paesaggi e negli antichi borghi dell’Appennino Reggiano: non a torto è reputato uno dei maggiori presepisti a livello nazionale e, probabilmente, mondiale. Nei ritagli di tempo condivide la passione di cantare nel Coro Vocilassù, di cui è stato fondatore e direttore. La sua attività gli è valsa il riconoscimento come “Montanaro dell’anno” da parte del mensile Tuttomontagna. Ha ancora un sogno: ampliare la Mostra permanente del presepe negli spazi del vecchio fienile. Dove, ancora una volta, sarà Natale.
Gazzano Paese del Presepio: perché?
Immaginate un paese che si veste a festa e per tutto l’anno si dedica al presepio. Ecco quello che accade a Gazzano, sul crinale nell’Appennino reggiano, che dal 2004 è “Paese del Presepio”. Merito, forse, del presepista di fama internazionale Antonio Pigozzi, che qui vive e lavora, merito della gente che, con la complicità del Cusna accanto, vive e rappresenta le figure magiche del presepio. Merito di un’attivissima Pro Loco che ripropone appuntamenti e scene che solo qui si possono ammirare. Qui potete ritrovare l’eco e lo spirito delle montagne, della neve sino a tarda primavera, l’arte degli artigiani, la tradizione dei canti e la maestria dei pastori. Sono gli elementi del presepe. Ecco, allora, Gazzano che ospita la mostra permanente dei presepi di Pigozzi, nell’antica stalla, adiacente alla chiesa di San Marco, con le rappresentazioni classiche (l’Annunciazione, la Natività, i Re Magi,…), magistralmente ambientante nei borghi di fine Ottocento, come Cerreto Alpi o Ca’ di Guglio. E poi gli eventi durante l’anno, come il mercatino del Natale, gli addobbi alle case, la riproposizione degli antichi mestieri, i laboratori sul presepio, la tradizione della Befana o del ballo dei Gobbi. Ma chi sale sin lassù, al confine tra Emilia e Toscana, può riscoprire la magnificenza dei luoghi o anche il sapore e il profumo dei prodotti: a Gazzano ogni giorno è Natale.
La mostra del presepio tutto l’anno a Gazzano le opere di Pigozzi. Come arrivare
Trovare la mostra permanente delle opere di Pigozzi a Gazzano è molto semplice. Cerchi con lo sguardo il campanile della chiesa di San Marco e, accanto, in una antica stalla dimessa trovi lei. Come una nonna, una buona nonna, capace di prenderti per mano e di condurti tra i magnifici diorami di Antonio, alla scoperta di un Dio che si è fatto bambino. In quelle dodici ambientazioni di fine Ottocento, ma anche senza tempo perché colme di quell’atmosfera del Natale che tutti, prima o poi, abbiamo respirato. Ci sono i pastori e Giuseppe e la Madonna, le case in sasso e i mestieri di un tempo, gli animali da cortile e i Re Magi in arrivo, ci sono i fanciulli che giocano e c’è Gesù Bambino. Le scene classiche del presepe le ammiri qui. E se tu, visitatore, ti fermi e lasci fuori le frenesie del vivere moderno, ascolta l’eco dei canti in sottofondo e lasciati trasportare all’interno dei diorami per provare la magia del presepio. Ci sono tre preziose cupole tralicciate e intonacate a calce opera del Laboratorio di restauro di Giovanni Gazzotti e, nella sua austera semplicità, tutto è curato nel dettaglio, persino le didascalie delle scene sono state commissionate all’artista e calligrafo Ugo Viappiani. La mostra (con ingresso a offerta libera), è stata inaugurata a Natale del 2004: da allora accoglie centinaia di persone ogni mese. È aperta dall’8 dicembre al 6 gennaio, dalle ore 10 alle 19 e, durante l’anno, la domenica dalle 10 alle 19. Oppure, per comitive e gruppi su appuntamento. Per informazioni Antonio Pigozzi: cell. 338 3459222


