Cronaca Studio Arlotti, ,


13 settembre 2021 18:03 — 0 Commenti

Alyssa D’Adamo. Americana a Reggio, da sola sulla Via Matildica del Volto Santo per 200 km a piedi

Nata e cresciuta a Poughkeepsie una città degli Stati Uniti d’America, capoluogo della contea di Dutchess nello Stato di New York,  26 anni fa e di origini italiane dato che è il papà ha ascendenti dal casertano e la mamma dalla Sicilia. In questa cittadina di 30 mila abitanti, in un territorio famoso per le sue mele,  Alyssa è cresciuta nella fattoria di famiglia, dove è possibile praticare caccia con l’arco o consumare fichi e mele qui prodotti.

Ha studiato videoproduzione, marketing e scienze informatiche a Brooklyn e da 10 anni videomaker – nonostante un master su nutrizione che sta seguendo -. A New York ha lavorato per marchi principali lussi di moda producendo contenuti digitali, ora in Italia da tre anni e anche qui ha clienti. Da noi ha deciso di seguire i suoi sogni per trasferirsi prima a San Polo d’Enza – dove ancora conserva un orto – e ora in città. La conoscenza con nostro territorio? Merito di un amico reggiano, conosciuto nello stato americano che l’ha portata in vacanza qui.

Da San Polo alle montagne reggiane, è stato subito amore a prima vista. E dell’erbazzone “da voi scapasun” precisa, attenta, lei.

 A Reggio, ripete spesso, si sente “a casa”. Qui, per lavoro, ha intento di “definire e valorizzare il significato di ‘mangiare e viver bene'”, come recita il suo sito.Poi, camminando lungo il noto sentiero delle Caprette a Reggio Emilia, ha scoperto che questo era stato collegato al Sentiero Matildico e, qui, c’era un cartello illustrativo che spiegava come arrivare a Lucca dove, per altro, c’era un’amica. “Le ho detto parto e vengo da te”, dice. “Il sito della Via Matildica era fatto molto bene”.

La via Matildica del Volto Santo parte da Mantova e arriva a Lucca: lei è partita da Reggio Emilia per un totale di 200 km (circa 30 km al giorno) percorsi in otto giorni (compreso un giorno di riposo). Un’esperienza indimenticabile e soprattutto, caratterizzata dalla gentilezza e premura delle persone incontrate e quelle che le hanno offerto ristoro. Questo ha reso la camminata ancora più piacevole.

Riempito lo zaino con l’indispensabile (maglia e pantalone termici, caricabatteria, mappe, un paio di scarpe, un kit di emergenza, uno scalda mani e generi alimentari),  l’11 agosto è iniziata la sua avventura;  una piccola deviazione per accudire il suo orto a San Polo d’Enza – un passaggio da un amico fino a Grassano e poi ha proseguito fino a Canossa, dove ha montato una tenda nell’orto Casa di Paglia. Camminando a 36-39°C nei primi giorni. E arrivata a Lucca il 19 agosto: 8 giorni di cammino notti in tenda fatta 2 eccezioni: una notte passata all’interno del conservatorio della chiesa di Barga e a Toano, ospite di un amico. Nel corso dell’intervista ammette che la parte più pesante del viaggio è stata il percorso Canossa – Carpineti , la tappa più lunga.

Ma anche dei tanti incontri, a Canossa l’incontro con un “americano dell’Oregon che aveva  noleggiato una vespa per girare l’Italia”, a Carpineti col vicino di casa (della città, ma con una casa a Toano) che la ha dissetata e ospitata per una notte, la grigliata a Civago dove passava proprio per Ferragosto, la seconda notte non in tenda a Barga, in conservatorio, dove ha trovato una ragazza di San Polo che stava facendo lo stesso percorso partendo da Pontremoli, quindi l’incontro con amici al Rifugio Segreteria, stupiti di vederla qui. E molti altri aneddoti ancora.

Un’esperienza documentata da tante foto e video e non mancano scorci di  panorami mozzafiato.

Alyssa ora già pensa alla prossimata avventura, magari in compagnia. Prima di concludere l’intervista, però, al minuto 24, la Videomaker di professione  ha accolto l’invito di Gabriele di fare in lingua inglese un videomessaggio per raccontare il nostro Appennino.  Un luogo dove trovare “amazing people, incredible food, hospitality and love form the heart”.

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Gabriele Arlotti ha scritto 2731 articoli per Studio Arlotti

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