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16 aprile 2021 21:45 — 0 Commenti

Arriva il Giro d’Italia, asfaltature in 5 comuni matildici

Nico Giberti

Arriva il Giro d’Italia e le strade provinciali delle terre matildiche provano a indossare la veste migliore. Ne parliamo con Nico Giberti, consigliere delegato alle infrastrutture per la Provincia di Reggio Emilia e sindaco di Albinea.

Proprio in questi giorni si sta asfaltando la Sp 76 “Carpineti – Castello – Colombaia”, nel comune di Carpineti.

“Il Giro d’Italia attraverserà, con la tappa dell’11 maggio, le terre matildiche di San Polo, Canossa, Casina, Carpineti, Toano. Sarà uno spettacolo. Chiaramente la Provincia, oltre all’aspetto turistico, è concentrata sul tema della sicurezza. Per cui abbiamo previsto asfaltature per 600 mila euro nei diversi comuni. L’intervento più consistente è questo di Carpineti: 200 mila euro stanziati per il tratto in salita, dal centro di Carpineti verso il Castello, ma soprattutto per la parte in discesa verso Colombaia. Questo e altri interventi, una volta noto il tracciato, sono stati individuati insieme al presidente Giorgio Zanni, con il supporto della struttura tecnica della Provincia, in seguito al sopralluogo del 25 marzo. Alla Regione e all’Rcs, società organizzatrice, avevamo segnalato i tratti problematici e che necessitavano di interventi straordinari che, in poche settimane, abbiamo finanziato con le risorse del nostro bilancio”.

A Carpineti, verso il castello, ci sono due frane con restringimenti che impediscono l’accesso ai bus turistici al maniero dove soggiornò Gregorio VI ospite di Matilde.

“Sono frane che conosciamo bene e per le quali abbiamo richiesto i contributi per intervenire nell’ambito dei finanziamenti stanziati per eventi calamitosi. Occorrono tempi più lunghi, però ci è chiaro che il valore turistico di un castello è nel suo essere patrimonio collettivo. Ci sentiamo reggiani i castelli matildici sono il nostro emblema. La tappa del Giro d’Italia in questo senso vi accenderà i riflettori, nella speranza che in un periodo post pandemico possa essere rilanciato il turismo”.

Parliamo di infrastrutture: la Provincia di Reggio è arrivata a vendere immobili per fare cassa e potere continuare a fare manutenzione: quale è la situazione?

“La vendita di beni della Provincia è stata un’opportunità, una razionalizzazione saggia in epoca di necessità. E’ stata un’operazione straordinaria che abbiamo messo in campo per intervenire con le manutenzioni e per realizzare nuove opere, sempre in accordo con le amministrazioni locali. Posso dire che, rispetto allo scorso anno, il capitolo dei trasferimenti statali è leggermente migliorato. Sia chiaro, però, che dalla riforma delle Province dell’ottobre 2014, in 7 annualità abbiamo dovuto restituire allo Stato 140 milioni di euro. Si tratta di un gap che, anche se tornassimo al preriforma, non riusciremmo a colmare nell’immediato. Certo, è evidente a tutti che siamo in difficoltà e che il quadrante della montagna, per la sua natura idrogeologica, soffre più di altri, ma la nostra attenzione è massima su tutto il territorio. Ricordo che da Regione Emilia-Romagna e Stato abbiamo ottenuti risorse per 23 interventi, ma le frane attualmente censite sono 90”.

Parliamo di cantonieri. Pare che a differenza della vicina Modena, nel 2020 fossero rimasti solo 5 capocantonieri sorveglianti con 5 cantonieri in tutto a disposizione. 10 persone in tutto (in passato erano 25), 1 persona ogni 90 km di strada provinciale. In Appennino questo significa dire 2 cantonieri che lavorano solo 1 giorno alla settimana sulla complessa rete della montagna, dove le manutenzioni delle cunette, ad esempio, non vengono più fatte, con continui smottamenti dovuti anche al mancato regolare smaltimento delle acque. Prevedete nuove assunzioni?

“In oggi realtà abbiamo in organico 6 sorveglianti stradali e 9 cantonieri, ma questo depauperamento delle risorse umane è stato causato dal blocco delle assunzioni del 2018. Già l’anno scorso abbiamo effettuato assunzioni e continueremo anche nel 2021 attraverso bandi di concorso”.

A quanto ammontano le risorse per gli investimenti manutenzioni, frane e nuove opere in Provincia Emilia?

“Stanziamo circa 8 milioni per le manutenzioni sui 900 km delle strade provinciali. Per gli investimenti, compresi i trasferimenti da Regione e Stato per frane e ponti, abbiamo destinato circa 30 milioni in due annualità. Ricordo anche che dal 2020 al comparto montagna abbiamo assegnato un fondo permanente di 500mila euro aggiuntivo rispetto agli stanziamenti che la Provincia già assegna ai due quadranti nord e sud”. 

Come concertate gli interventi coi Comuni?

“A inizio anno il presidente della Provincia, io e i tecnici incontriamo tutte le Unioni, e raccogliamo le richieste e le segnalazioni. E’ chiaro che le richieste sono superiori rispetto alle possibilità, ma devo dire che questa modalità di confronto genera consapevolezza e ci permette di lavorare in sintonia con i sindaci. 

Redacon segnalò che ci sono situazioni di strade al limite, dal Toanese al Carpinetano (per Baiso) e anche Viano: come intendete procedere?

“Chiarito che le segnalazioni sono importanti, noi interveniamo seguendo un piano ragionato di priorità. Ci è chiaro che ci sono strade che necessitano di interventi più di altre. Purtroppo non disponiamo di tutte le risorse necessarie, però alcuni di questi interventi sono già calendarizzati per l’anno in corso”.

Per il futuro?

“Il tema delle infrastrutture ci riguarda quotidianamente. Pur rimaste enti di 2° grado, le provincie devono poter svolgere le loro funzioni e per fare questo continuiamo c chiedere un aumento dei trasferimenti, oltre a una revisione della riforma.

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Gabriele Arlotti ha scritto 2677 articoli per Studio Arlotti

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