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26 marzo 2021 15:56 — 0 Commenti

La strada di Pippo Morelli: un protagonista quasi inavvertito del Novecento italiano

E’ una storia prima di tutto emiliana quella di Pippo Morelli che, il 22 marzo 2021, avrebbe compiuto 90 anni. Il sindacalista reggiano della Cisl e della Fim, già segretario nazionale della potente Flm (la Federazione unitaria dei lavoratori metalmeccanici sorta nel 1972) avrebbe compiuto, il 22 marzo 2021, novant’anni. 
Ma chi era Pippo Morelli e perché oggi è così importante ricordarlo?
Come ben racconta il libro di Francesco Lauria: “Sapere, Libertà, Mondo. La strada di Pippo Morelli”, pubblicato da Edizioni Lavoro e uscito in questi giorni nelle librerie e sulle piattaforme digitali, la sua è una storia peculiare, troppo poco conosciuta.
Laureatosi con “l’ideologo della Cisl” Mario Romani con una tesi sulle classi subalterne nella provincia di Reggio Emilia tra Ottocento e Novecento, Morelli fu formatore ed esperto di contrattazione presso il “mitico” Centro Studi Cisl di Firenze negli anni Cinquanta, protagonista con Pierre Carniti, di cui era considerato il “braccio intellettuale,” della “primavera sindacale” della Fim e della Cisl di Milano negli anni Sessanta, leader nazionale del sindacato dei metalmeccanici cislini e unitario negli anni Settanta, proprio quei metalmeccanici che, dopo il ’68 e l’autunno caldo, provavano a dare “l’assalto al cielo”.
Insieme agli allievi di Don Lorenzo Milani che militavano nel sindacato ed in particolare nella Cisl egli fu anche uno dei promotori della diffusione di un testo fondamentale come “Lettera a una professoressa” tra i lavoratori italiani e, con Bruno Trentin, fu ideatore e realizzatore della grande conquista contrattuale delle 150 ore per il diritto allo studio, una scommessa sindacale che portò oltre un milione e mezzo di persone a conseguire il titolo di studio della scuola dell’obbligo e che contribuì a costruire un ponte importante tra fabbrica, scuola e società.
Morelli che era il fratello minore di Giorgio, detto “Il Solitario”, partigiano bianco, primo liberatore di Reggio Emilia, morto in seguito alle conseguenza di un attentato di partigiani comunisti dopo la fine della guerra nel “triangolo rosso”, fu anche grande tessitore laico del dialogo tra mondo cattolico e sinistra italiana e, come ben raccontato nel libro di Lauria fu, da credente, uno dei sindacalisti più impegnati nella campagna vittoriosa contro l’abolizione della legge sul divorzio nel 1974. Una battaglia che fu anche grande prova di autonomia dalla Democrazia Cristiana di molti sindacalisti cislini.
Nella prima metà degli anni Ottanta Pippo Morelli fu anche segretario generale della Cisl dell’Emilia Romagna, dove ebbe tra i suoi “allievi”, nell’ufficio studi del sindacato regionale anche il giovane ricercatore Patrizio Bianchi, neo ministro dell’Istruzione e dove iniziò un importante sodalizio con un originalissimo prete operaio Beppe Stoppiglia, anche lui impegnato, oltre che nella fabbrica, nelle 150 ore e nella formazione sindacale.
Con Stoppiglia, Morelli fu tra i promotori del grande sodalizio tra il sindacato e i lavoratori italiani con la Cut brasiliana, guidata dal giovanissimo, futuro presidente, Luis Ignacio Lula. Si impegnò quindi in prima fila sia nel sostegno alla nascente (e sempre precaria) democrazia brasiliana che nel rapporto con il pedagogista degli oppressi Paulo Freire e con il vescovo dei poveri, recentemente scomparso, don Pedro Casaldaliga.
Il sindacalista emiliano concluse la propria carriera nella confederazione fondata da Giulio Pastore con il ritorno al Centro Studi Nazionale Cisl di Firenze, di cui fu innovativo e apprezzato direttore tra il 1985 e il 1989.
Un gravissimo un ictus, manifestatosi proprio dopo un viaggio di cooperazione in Brasile, interruppe, nel marzo 1993, l’impegno pubblico e sociale di Morelli, che si era molto impegnato, a cavallo degli anni Ottanta e Novanta del Novecento, forte anche della sua indimenticata matrice scout, sui temi dell’ecologia e del disarmo.
Dopo vent’anni di silenzio, Morelli ha concluso la sua vita esemplare a Reggio Emilia nel giugno del 2013, circondato dall’affetto della sua numerosissima famiglia.
Sapere, Libertà, Mondo, a quasi dieci anni dalla scomparsa attraverso un amplissimo lavoro di documentazione storica e di raccolta di preziose testimonianze, toglie la polvere su una grande figura, un protagonista quasi inavvertito del Novecento italiano e ricostruisce, quasi come in un romanzo, la notevole “strada di Pippo Morelli”.
Insieme alla vita del sindacalista, il volume di Lauria ricostruisce attentamente, infine, almeno quattro decenni di avvenimenti sociali, sindacali e politici del nostro Paese, a partire proprio dalla Via Emilia.
Francesco Lauria, Sapere Libertà Mondo, Edizioni Lavoro, pagg. 504, Euro 28.

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