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10 novembre 2020 18:38 — 0 Commenti

Ciao, “vero” Babbo Natale, Giuseppe Lugari, spentosi nella sua Cavola

 

E’ un annuncio funebre diverso, quello pubblicato stamane dalla nostra testata di Redacon stamane. “Ci ha lasciato Giuseppe Lugari (Babbo Natale)”.

Sì, perché ieri, domenica 8 novembre 2020,  si è spento colui che, in tutto l’Appennino e non solo, era conosciuto come Babbo Natale, il celebre personaggio natalizio che piaceva a tutti i bambini e ai quali non disdegnava di fare sentire e tirare la sua barba, vera.

Incredibile la somiglianza di Giuseppe con Babbo Natale, così ogni anno si vestiva di tutto punto per andare per ospedali a trovare grandi e piccini in ospedale, per le strade, in case di riposo, negozi, scuole e anche in municipio.

Ha combattuto con fede contro la malattia. Alpino, clarinista e sassofonista storico della banda musicale di Cavola, attivo nella pro loco del paese Giuseppe era ed è una di quelle persone che tutti conoscevano e stimavano. Attorno agli anni Settanta aveva cominciato musica con l’orchestra, si andava in giro a suonare ai matrimoni, con gli amici di Morsiano. Fu campione italiano a squadre della ruzzola.

Aveva intrapreso la figura di Babbo Natale oltre 27 anni fa, così come aveva ricostruito in una bella intervista rilasciata alla nostra testata nel 2018.

“erano i tempi in cui andavo in giro col gruppo della Befana – spiegò in quella intervista -. Fu Tonino Comi, l’allora sindaco di Carpineti e presidente dell’istituto don Cavalletti di Poiago, che mi ha disse ‘Perché non vieni a fare Babbo Natale qui, quando facciamo la festa dei bimbi alla parrocchia?’. Ho detto ‘Perché no, lo facciamo!’. Da lì ho cominciato, ogni anno mi chiamano negli asili, nelle scuole della zona, ma anche nel modenese, tra Prignano e Montefiorino, o alle feste natalizie dei paesi. Poi una volta il mio collega Erio, lavoravamo in Telecom, mi disse ‘Vieni giù al Policlinico a Modena, andiamo a trovare i bimbi che purtroppo sono ammalati e devono fare la chemioterapia’. ‘Va bene’ ho detto, ‘son disponibile’”.

Una scelta che, per chi lo conosce, sa non affatto scontata “Devo dire che – spiegò a Redacon – non è stato facile, perché io son molto emotivo e quelle cose già mi avevano segnato, per via della malattia di mia madre. Ma così ho cominciato anche lì e ci tengo davvero tanto, ormai sono una ventina d’anni, anche quest’anno ci sono andato. Poi m’han fatto andare anche alla Maserati, avevano organizzato un incontro per i lavoratori coi loro bambini. Ho fatto un giro col pilota, che ho anche tribolato a salirci sopra alla Maserati, perché bisogna sedersi quasi in terra, e gira e gira, quando sono sceso mi son detto ‘Bello, ma belle le mie renne!’”.

Rimase stupito dalle richieste di alcuni bambini: “mi chiedessero di risolvere qualche loro situazione problematica, che li impensieriva; sono rimasto colpito, i bambini sono molto profondi, e io cerco di dar loro qualche consiglio. Mi dicono i regali che vogliono, che io poi non li conosco mica tutti perché son cose moderne, ma io a loro raccomando sempre: ‘Dovete fare i bravi non solo fino a Natale, ma anche dopo, che voi bambini siete tutti bravi e buoni, non ce n’è mica uno cattivo; ce n’è qualcheduno un po’ più vivace, ma i bimbi son tutti buoni’”.

Oltre alla particolare somiglianza con Babbo Natale, c’era poi il simpatico aneddoto della barba: “I bambini provano a tirarmi la barba e vedono che è vera, mi capitano pure degli episodi particolari. Una volta per esempio, al parcheggio del Policlinico, ero appena sceso dalla macchina, vestito normalmente, in borghese; un bambino, vedendomi, tira per la giacca il papà e gli dice ‘Ma papà! Ma quello è Babbo Natale vero!’. In estate, al mare, mi capita soprattutto coi bimbi più piccolini, anche se ho addosso solo il costume da bagno, li sento che dicono ‘C’è Babbo Natale!’. Ma anche i grandi mi riconoscono. Un giorno per esempio, ero a far benzina a Castelnovo, sempre vestito normale, una signora ferma la macchina, scende e mi dice ‘Ma te sei Babbo Natale! Posso fare una foto con te, che faccio vedere ai miei nipoti che ho incontrato Babbo Natale?’”

Una barba che funzionava anche per il suo ruolo di Alpino “Dopo la Befana accorcio un po’ la barba, ma mica troppo perché dopo c’è la festa degli Alpini, e un alpino col cappello e una barba così è il suo, sai te quante fotografie mi fanno?”

 

Lascia la moglie Loredana, i figli Alessandro e Simona, il genero Federico, la nuora Isabella, il fratello Carlo, la sorella Elisa, i cognati e le cognate, i nipoti Samuele Lorenzo e Davide. I funerali hanno avuto luogo martedì 10 novembre  alle ore 10 presso il Cavolaforum di Cavola

“Una cosa che mi è rimasta molto impressa – concluse nella sua intervista a Redacon – fu quando andai a trovare un bimbo ammalato che voleva vedere Babbo Natale. Alloggiava nella struttura vicina al Policlinico, La Casa di Fausta, dove ci sono degli appartamentini per le famiglie dei bambini in cura. La mamma aveva lasciato andare lui ad aprirmi la porta, uno stupore… Una cosa che ti prende proprio lì e che non mi scorderò mai. Poi la gente mi dice che sì, ce ne sono tanti che si vestono da Babbo Natale, con la barba, ma che io ho la faccia da buono! E quando i bimbi mi chiedono se mia moglie è la Befana, io dico di sì e loro: ‘Ma potevi prenderla anche più bella!’

 

Sui social, intanto, un vastissimo cordoglio dove, ognuno, posta frasi di affetto e la sua foto con Giuseppe Babbo Natale Lugari.

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Gabriele Arlotti ha scritto 2608 articoli per Studio Arlotti

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