Lavoro,


24 aprile 2020 15:48 — 0 Commenti

La persona al centro delle nostre scelte. Lanciamo un Patto di Comunità

La pandemia del Coronavirus, con la sua inarrestabile progressione, ha ormai assunto i caratteri della tragedia umanitaria globale. La pretesa dell’ideologia sovranista di affrontare il fenomeno della pandemia in ordine sparso, Paese per Paese, è un virus culturale aggiuntivo. Per questo, come Cisl, riteniamo di dare il nostro contributo e abbiamo apprezzato l’invito di sua eccellenza Massimo Camisasca. 

L’analisi economica è ormai certa: recessione dell’economia globale nel 2020, con il rischio di depressione che si  assocerebbe alla tragedia umana. Sono, quindi, necessarie risposte straordinarie dei sistemi sanitari già ampiamente provati, ma anche risposte urgenti delle politiche economiche e soprattutto della capacità di innovazione, poiché i suoi effetti di distruzione produttiva, occupazionale, reddituale, sono comparabili alle e economie di guerra. Occorrono strategie sistemiche, convergenti, coordinate poiché l’attacco è totale, alla vita e alle forme di vita, alle strutture economiche, sociali, culturali del mondo, già messe a dura prova dall’emergenza ambientale, dalla caduta demografica in molti Paesi avanzati e da altre criticità.

Questa emergenza ci pone di fronte a qualcosa di unico rispetto al quale è necessario mettere al primo posto la sicurezza delle persone.

Stanno emergendo con chiarezza le fragilità dell’attuale sistema di mercato accanto allo sviluppo di nuovi processi e di nuove domande che sottendono la necessità di forme di azione collettiva, di cooperazione, di integrazione, di partecipazione, a partire dai Governi nazionali all’interno dell’ Unione Europea.

In questo quadro, i cui esiti sono ancora in divenire, Reggio Emilia sta reagendo con coraggio ponendo in atto tutte le misure previste dal Governo nazionale e dalla Protezione Civile a partire da quelle più prettamente sanitarie oltre ad intervenire, dove possibile, per mantenere ugualmente la città in movimento.

Occorre ora, come proponiamo da diverso tempo, costituire un tavolo organico di confronto permanente tra tutti i soggetti responsabili di rappresentanza sociale del nostro territorio. Abbiamo già avviato il confronto coordinato dal sindaco e dal Comune di Reggio Emilia e realizzato diversi incontri istituzionali o specifici con le organizzazioni sindacali. Solo un forte Patto di Comunità potrà mettere il lavoro sicuro e la dignità della persona al centro delle nostre scelte consapevoli.

Per il futuro riteniamo strategici alcuni temi.

Investimenti – Per essere operativi, anche per avviare una fase di ripartenza dopo l’emergenza sanitaria, sul fronte offerta di servizi riteniamo siano da cantierare gli investimenti già previsti nei bilanci comunali e dei diversi enti e di attuare, anche, quelli straordinari.

Lavoro – Il ricorso massivo al lavoro agile e allo smart working sia per le aziende private che per gli uffici pubblici, dovrà essere ripensato, riadattandolo alle nuove esigenze delle fasce più deboli del modo lavoro, quale quella femminile. Andremo a sviluppare e assistere  i nuovi servizi con cui ci siamo misurati nell’ultimo periodo quali le consegne a domicilio, l’e – commerce, la medicina e la diagnostica a distanza, la didattica e la formazione on line.

Anche il tema della sicurezza sul lavoro oggi assume una declinazione potentemente  pervasiva perché investe tutti e tutti i luoghi, rimuovendo tragicamente tutte le differenze di posizione  che esistevano fino ad oggi. Come dobbiamo riorganizzare i luoghi di lavoro? Ponendo al centro l’attenzione alla persona e alla sua tutela rispetto alla produttività e al profitto come fine ultimo. Solo grazie a programmazione e progettazione potremo mantenere una forte  coesione sociale,  unico antidoto alla povertà e alle diseguaglianze.

Le politiche industriali dovranno evolvere dal “massimo di valore possibile” a quello che, concordiamo con Lei eccellenza, sia il più possibile matrice di “buoni posti di lavoro”. L’organizzazione del lavoro potrà trovare nuovo slancio attraverso un rinnovato e rinforzato coinvolgimento e partecipazione dei lavoratori, proprio come previsto dalla nostra Costituzione.

Welfare – L’emergenza che stiamo vivendo sta mettendo ancora più a nudo le fragilità degli individui e della società Reggiana, dove nonostante gli indicatori economici fossero tutto sommato tra i migliori, esistevano già aree di debolezza, soprattutto in alcune fasce sociali della popolazione “fragile” come ad esempio anziani nelle proprie abitazioni o nelle Case di riposo, immigrati, diversamente abili, lavoratori precari e discontinui, donne lavoratrici costrette a scegliere tra maternità e lavoro, giovani che non studiano e non lavorano, … Reggiani, questi, di cui voi come Chiesa locale vi prendete carico in tanti modi, ma che devono trovare anche ulteriori e creative risposte da tutti gli attori locali che Lei ha citato nel suo appello.

Ricordiamo, quindi, le difficoltà delle famiglie nel loro insieme che sono uno dei luoghi fondamentali di creazione della cittadinanza ma che sempre di più ,a pochi anni di distanza dalla precedente crisi del 2009, fanno fatica e si sono notevolmente assottigliate con una netta presenza anche a Reggio di famiglie monopersonali: un isolamento che dovremo ridurre per ridurre le disuguaglianze sociali.

Dovremo, insomma, rileggere  il modello sociale del nostro territorio per una maggior redistribuzione della ricchezza e della partecipazione in termini maggiormente solidali e sussidiari.

Rafforzare i sistemi di welfare significherà  ricorrere a forti investimenti sia nelle nuove tecnologie che nella formazione diffusa: oltre a superare le diseguaglianze esistenti questo potrà diventare volano per l’occupazione in generale e per quella giovanile in particolare.

Sanità – La sanità reggiana è storicamente una eccellenza. Eppure una pandemia ha fatto emergere, su base nazionale, limiti su cui bisognerà nel medio termine intervenire. Ci riferiamo al tema del finanziamento nazionale alla sanità pubblica ed alla ricerca scientifica che, ricordiamo, sono pure straordinari vettori di sviluppo economico e buona e qualificata occupazione, come dimostrano i nostri comparti biomedicali.

Sindacato – Ci siamo già messi in cammino perché questo percorso, Eccellenza, non sarà un percorso indolore: ognuno dovrà rinunciare a qualcosa, ad esempio il  proprio individualismo ed una parte del  proprio benessere; il nostro ruolo come soggetto sociale sarà proprio quello di aiutare questa transizione  parlando con la gente, con i lavoratori, con i pensionati con la nostra rete dei nostri Servizi e con la Contrattazione che, pure, dovrà occuparsi di nuovi temi.

Dall’emergenza, insomma, nascerà l’opportunità di innovare e per farlo è necessario uno sforzo comune  che coinvolgerà istituzioni, sindacati e imprenditori a tutti i livelli. Lo faremo solo restando uniti, con spirito costruttivo, di fiducia e di confronto.

 

William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale, Domenico Chiatto, Rosamaria Papaleo, Andrea Sirianni, segretari

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