Cronaca,


13 marzo 2020 19:28 — 0 Commenti

E’ morto Pietro Teggi, fu rettore del Convitto nazionale Umberto Primo. Il cordoglio di Carpineti e dei suoi “Teggi’ Boys”

Pietro Teggi

È morto Pietro Teggi di Marola, ex candidato alle primarie del Pd a Carpineti alcuni anni fa e persona molto ben voluta. Era nato a Marola il 6 febbraio 1945, sposato con Leda, padre di tre figli, con tre nipoti.

Si era laureato in lettere moderne con lode nel 1969. Quindi fu docente di Italiano e Storia in scuole secondarie di secondo grado di Venezia dal 1970 al 1980. Nel 1993 vinse il concorso per essere rettore e fu assegnato al Convitto Nazionale “Umberto I“di Torino, dove sarebbe restato sino alla pensione, nel settembre del 2012. Avviò qui la sperimentazione del Liceo Classico Europeo e coordina a livello nazionale tutti i Licei Classici Europei. Aveva presieduto la commissione provinciale e regionale voluta dal ministro Berlinguer per il rinnovamento dell’insegnamento della storia.

La sua attività gli valse diversi riconoscimenti: nel 1999 fu nominato dal ministro dell’educazione della Repubblica Francese, M.Claude Allegre, Cavaliere dell’Ordine delle Palme Accademiche per il contributo dato alla diffusione della lingua e della cultura francese in Italia. Nel 2012 venne nominato dal primo ministro francese “ Officier “ nell’Ordine delle Palme Accademiche per i servizi resi alla cultura francese.
È spirato a Padova dopo una lunga malattia.

“È con il cuore pesante che ricordo una persona degna di ragguardevole stima – commenta Tiiziano Borghi, sindaco di Carpineti -. Ricordo, la prima volta che conobbi Pietro, ebbi l’impressione di trovarmi davanti ad una persona estremamente autorevole. Infatti era proprio così. Si percepiva che non era una persona come tutte le altre. Superata la timidezza e la riverenza iniziale, Pietro aveva la capacità di metterti a tuo agio e parlare in modo diretto e schietto. Sapeva essere buono ed possedeva una forza d’animo incredibile. Quando mi regalò un volume sul Convitto Nazionale Umberto I di Torino, mi resi conto di quale forza possedesse. Sfogliando le pagine di quel volume, capii come dal nulla, riuscì a risollevare un istituto che ora è diventata un’eccellenza nazionale, ricevendo premi e onorificenze anche dallo Stato francese. Ricordo la sua grande determinazione, quando si metteva in testa una cosa riusciva a raggiungere gli obiettivi con duro lavoro, passione e studio. Mi disse che non aveva mai perso l’amore per il nostro Appennino”.

E fu proprio dopo aver raggiunto la meritata pensione che Pietro Teggi tornò definitivamente a Carpineti e volle impegnarsi sin da subito, in prima persona, per il bene del Comune. Si candidò alle primarie del Partito Democratico e riunì attorno a sé un gruppo di giovani carpinetani – si sarebbero affettuosamente chiamati i “Teggi’ Boys”-  volenterosi di fare le prime esperienze politiche e di mettere a disposizione i loro studi e le loro capacità per il proprio comune. Per  Pietro, abituato per professione ad investire nell’educazione dei giovani, gli parse lapalissiano poter e dover sostenere i giovani anche nella politica, mettendo a loro disposizione la sua esperienza e i suoi consigli. “Lo ricorderemo come un mentore, un insegnante ed un amico. Esprimo alla moglie Leda e ai figli le condoglianze mie e della comunità”.

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Gabriele Arlotti ha scritto 2563 articoli per Studio Arlotti

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