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4 ottobre 2019 9:36 — 0 Commenti

Trump costa caro all’Appennino da Bologna a Parma: 10,5 milioni di euro per i produttori di Parmigiano Reggiano

Sembrerà strano. Ma i conti della querelle Boeing (Stati Uniti), Airbus, il primo costruttore al mondo di aerei civili, con sede in Francia e siti produttivi anche in Spagna, Germania e Inghilterra, saranno pagati pesantemente anche dagli agricoltori dell’Appennino. E, la cifra, vale qualche milione di euro.

I fatti. Mercoledì l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) ha stabilito che gli Stati Uniti potranno imporre dazi su merci provenienti dall’Unione Europea per 7,5 miliardi di dollari all’anno (6,8 miliardi di euro), a seguito della conclusione della disputa legate tra Boeing (concorrente americana) e Airbus (rea di avere ricevuto negli anni sussidi ‘illeciti’ dalla Unione Europea). Il buffo presidente americano, Donald Trump, convinto di regolare i conti col mondo a suon di dazi e minacce su Twitter, non si è fatto perdere l’occasione servita su un piatto d’argento o, in questo caso, d’oro zecchino. E ieri, appunto, è stato ufficializzato l’avvento dei dazi che scatteranno il prossimo 18 ottobre, così come confermato dal responsabile Usa per il commercio Robert Lightizer.

Il Parmigiano Reggiano di montagna che arriva negli Stati Uniti, come anticipato ieri da Redacon, ammonta a circa 65.000 forme o, meglio, 75.000 (su 300.000 là esportate) secondo le ultime rilevazioni, di cui un terzo prodotte nell’Appennino reggiano. Già oggi il nostro prodotto era poco competitivo con le imitazioni americani in fatto di prezzo (ma non certo di qualità), anche perché gli americani già sottoponevano il nostro Re a un dazio di 2,5 dollari al chilo, ora gli stessi dazi saliranno a 6 dollari al chilo. Se ora vorrete acquistare un chilo di Parmigiano Reggiano a New York dovrete mettere una mano al cuore e una alla carta di credito: 60 euro al chilo. Nel complesso sono quindi oltre 3,5 milioni di euro di dazi sul formaggio derivato dal latte della montagna reggiana, oltre 10,5 quelli di tutto l’Appennino, Bologna, Modena e Parma compreso.

Ma non è finita se al momento è difficile stimare di quanto caleranno le vendite sulla piazza americana, per la ben nota legge della domanda e offerta, c’è un ulteriore elemento da considerare. Infatti, il calo delle vendite sul mercato americano potrebbe avere ripercussioni anche sul prezzo medio del prodotto all’ingrosso, ora mediamente di 11 euro al Kg per il 12 mesi (e che è il prezzo che effettivamente arriva al caseificio), già da qualche settimana in sofferenza dopo mesi di record.

Pur non centrando niente col Consorzio Airbus, l’Italia e l’Appennino pagano un conto amaro. Ieri Nicola Bertinelli, presidente Consorzio Parmigiano Reggiano ha dichiarato: “Il Parmigiano Reggiano è un prodotto di altissima qualità. Faremo del nostro meglio affinché i consumatori americani siano consapevoli del valore della nostra Dop, così che siano disposti a spendere qualche dollaro in più per avere in tavola l’autentico Re dei Formaggi. A questo punto servirà un piano di intervento straordinario dell’Unione Europea per evitare che gli effetti dei dazi diventino traumatici per le filiere coinvolte”

Fiducia nel Consorzio, appelli ai santi del caso ma c’è anche chi fa il tifo per l’impeachment di The Donald. Ma questa è un’altra storia.

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Gabriele Arlotti ha scritto 2495 articoli per Studio Arlotti

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