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20 maggio 2019 23:08 — 0 Commenti

Tutela del lavoro e delle comunità: patto tra Confcooperative, Comuni e sindacati confederali reggiani

Fronte comune tra Confcooperative, Anci e sindacati confederali per sostenere i lavoratori delle aziende in crisi o destinate ad estinguersi per mancanza di continuità generazionale. 

La centrale cooperativa, l’Associazione Nazionale dei Comuni italiani di Reggio Emilia e Cgil, Cisl e Uil territoriali hanno infatti siglato un protocollo d’intesa per la promozione congiunta di progetti di start up cooperativo e, in specifico, della formula dei workers buyout, le cooperative costituite da dipendenti che vanno a rilevare le attività delle aziende in difficoltà, salvaguardando in questo modo il lavoro e la continuità di aziende altrimenti destinate alla chiusura. 
Tutto questo – si sottolinea nel protocollo – avendo a cuore non solo la salvaguardia dell’occupazione, ma anche a contrasto della marginalità economica che investe i territori e le comunità locali a fronte di crisi aziendali, a salvaguardia dei patrimoni economici, sociali e culturali che ruotano attorno alle imprese e a garanzia del rispetto dei contratti di lavoro nazionali sottoscritti con i sindacati confederali.

Nel “patto” siglato tra Confcooperative, Anci, Cgil, Cisl e Uil confluiscono, dunque, obiettivi che hanno a che fare in modo diretto con l’identità e la missione specifica delle forze in campo: dall’interesse generale delle comunità – spiega il testo dell’accordo – alla promozione di politiche attive per il lavoro, alla rappresentanza e promozione cooperativa, alla regolarità e tutela del lavoro, ad un nuovo e rilevante ruolo dei lavoratori nella proprietà e nella gestione dei mezzi di produzione attraverso la formula cooperativa. 
L’intesa – siglata da Matteo Caramaschi, presidente di Confcooperative, Emanuele Cavallaro, coordinatore dell’Anci di Reggio Emilia, da Khedidja Sayah, Rosamaria Papaleo e Carmine Bovienzo per Cgil, Cisl e Uil – impegna i sottoscrittori nella comune promozione, nascita e accompagnamento delle imprese nate da aziende in crisi, nell’avvio di iniziative per la formazione professionale dei lavoratori coinvolti da processi di workers buyout per rafforzarne le competenze imprenditoriali, manageriali, tecniche e valoriali e, prima ancora, nella diffusione della conoscenza di uno strumento che in Emilia-Romagna ha già consentito la rigenerazione di 56 imprese (8 delle quali a Reggio Emilia) grazie alla costituzione di cooperative tra lavoratori. 
Più in specifico, Anci e sindacati confederali saranno i primi ad individuare, selezionare e segnalare le difficoltà e le crisi aziendali presenti nel territorio e compatibili con i percorsi dei workers buyout, mentre Confcooperative – dopo la comune verifica della fattibilità e sostenibilità dei progetti di rigenerazione, per le quali la centrale cooperativa metterà a disposizione i propri servizi e strumenti di analisi – accompagnerà tutte le fasi realizzative dei progetti, impegnandosi inoltre ad attivare gli strumenti finanziari (con particolare riferimento a quelli propri del sistema cooperativo) necessari al sostegno economico finanziario dei nuovi piani industriali, partendo dal tema della patrimonializzazione della cooperativa tra lavoratori. 
“Insieme agli obiettivi più stringenti sul piano del lavoro e della continuità delle imprese – sottolineano i sottoscrittori del protocollo – questo accordo rappresenta una delle risposte necessarie ad una crisi che ha ulteriormente evidenziato la centralità di tanti valori che vanno oltre il Pil, a partire da una più equa distribuzione della ricchezza, ad una diversa divisione del lavoro, al grado di sostenibilità sociale ed ambientale della crescita, alla valorizzazione delle risorse umane”. 
Il protocollo sancisce anche l’avvio immediato di una “cabina di regia”, coordinata da Confcooperative, per l’attuazione di un raccordo sistematico e stabile delle azioni intraprese dai protagonisti dell’accordo.

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