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20 gennaio 2019 20:15 — 0 Commenti

L’Appennino piange Mauro Camisa, amico dei Cori reggiani e tra i più grandi direttori di coro a livello nazionale

 

di Gabriele Arlotti

Addio, nella sua Bologna, martedì 22 gennaio alle 10.30 nella chiesa di San Benedetto in via Indipendenza, a pochi passi da casa, a Mauro Camisa, bolognese doc e tra i più noti direttori di cori in Italia e con un forte legame con i cori dell’Appennino reggiano e il Monte Cusna in città. Mauro era nato a Bologna il 19 settembre 1934, ma suo padre, sarto e commerciante, era di Tarsogno (in Emilia, quasi al confine con la Liguria), terra dei Camisa.

Subentrato fin dall’adolescenza nel negozio (di abbigliamento da uomo) di famiglia ha condotto ininterrottamente questo lavoro fino alla pensione, creando un’attività conosciuta in tutta Bologna. Ma, altrettanto, Mauro è conosciuto nel mondo corale. Il padre suonava la fisarmonica in forma spontanea, e così anche il giovane Camisa imparò la musica, in maniera spontanea, amandola fin dalla giovane età. Dopo aver cantato da corista nel coro del Cai di Bologna, subentrò nella direzione dello stesso dal 1966 al 1998, raggiungendo ragguardevoli risultati musicali come coro amatoriale, vincendo numerosi concorsi nazionali e portando grande qualità nel mondo del canto popolare.

Dal 1995 fino ad un anno fa, ha diretto anche il coro “Di Canto in Canto”, un coro misto col quale ha sperimentato un originale e soddisfacente organizzazione dei reparti, dove i contralti e i tenori sono composti sia da figure maschili che femminili secondo schemi non tradizionali, al fine di ottenere una graduale diluizione dei timbri. Eseguire prevalentemente canti di origine popolare, pur rispettando fedelmente i testi e le melodie originali, gli ha permesso di mettere in luce, attraverso l’interpretazione, quei particolari preziosi che l’armonia musicale sembra gelosamente custodire. Per lui non solo le note e gli accordi sono musica, ma pure i silenzi, ancora ricchi di eco sonori, o loro stessi muti, ma simili a note, e significativi per l’interpretazione (“il canto deve uscire dal silenzio ed essere in grado di tornarvi, e continuerà a risuonare nel silenzio” come afferma Gustavo Marchesi e da lui definito e apprezzato come uno dei maestri del “cantar piano”).

 Mauro era anche un uomo profondamente solare e umoristico, per spiegare concetti musicali complessi utilizzava metafore simpaticissime, come la coramella per spiegare come appoggiare il suono o le uova per spiegare come raggiungere i suoni alti senza portamento…

Si è spento il 19 gennaio 2019 all’età di 84 anni, dopo 65 anni condivisi con la moglie (sempre accanto in tutta la sua vita corale), da cui ha avuto 4 figli, Stefano, Paola, Nicola e Anna e da essi 4 nipoti. Molto amato, apprezzato e ammirato da tutta la famiglia estesa, dagli amici e dal mondo corale amatoriale.

 

AL FESTIVAL DELL’APPENNINO CON IVANA MONTI E I CORI DI TOANO

Il coro di Canto in canto ha avuto la fortuna e la gioia di essere stato molto vicino sia al Coro Montecusna, di Reggio Emilia Città, che ai cori di Toano, tra i quali il Valdolo, Le Maestà Vocilassù, Le Maestà. Nel periodo di nascita di quest’ultimo coro, alla fine degli anni Novanta, si recava spesso a Toano per collaborare con i direttori e i coristi del Vocilassù (li aveva premiati nel concorso Lanterna a Savignone di Genova) e gli stessi amici ne seguivano i concerti con la sua nuova formazione che, in origine, si chiamava Le ragazze del giovedì.  A Scandiano, in una rassegna organizzata dal Coro La Baita, salì sul palco con gli amici delle Maestà e ne diresse un canto. Fu la sua ultima volta coi cori reggiani.

Una delle esibizioni canore che più gli rallegrò il cuore fu, nel periodo natalizio,  in una piccola chiesetta, a Cerré Marabino, invitato dalla parrocchia e dall’amico Bonfiglio in occasione del restauro della Chiesa parrocchiale, dove, pur nel clima rigoroso dell’inverno ci fu una bella e calorosa accoglienza. Tra ricordi di quei periodi, la visita della mostra dei presepi di Antonio Pigozzi, le collaborazioni con i direttori Paolo Tavars, Andrea Caselli, gli amici Corsini, il cantare assieme a Ivana Monti nel dopocoro del Festival dell’Appennino reggiano (l’ultima presenza in occasione del 50° della Coralità toanese), sempre con la gioia nel cuore. Mauro era così: con le note e il sorriso sulle labbra.

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Gabriele Arlotti ha scritto 2419 articoli per Studio Arlotti

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