Cronaca, , ,


19 gennaio 2019 9:07 — 0 Commenti

Lupi incrociati coi cani: sono il 20%. Stoppato una allevamento che li accoppiava coi cecoslovacchi

 

Circa il 20% di lupi presenti in natura – e anche nel nostro Appennino – ha tracce genetiche o morfologiche di origine canina. Quella che sembrava una leggenda metropolitana (in alcuni casi, si era parlato anche di ‘cani rinselvatichiti’) trova conferma dalle analisi genetiche compiute dal progetto life “Mirco Lupo” (finalizzato a minimizzare l’impatto del randagismo canino sulla conservazione del lupo in Italia) che ha per capofila il Parco dell’Appennino,  ed è finanziato interamente dall’Unione europea.
Il progetto spiega che “l’ibridazione antropogenica rappresenta una grave minaccia per la conservazione del lupo”. Per questo ha stimato la così detta “prevalenza” del fenomeno ibridazione tra i branchi di lupo censiti. L’obiettivo è di fornire indicazioni chiare ed univoche e, anche, di sterilizzare tutti gli ibridi che vengono rinvenuti.
Altra e diversa cosa, deliberatamente finalizzata al commercio e al profitto, è l’ attività di allevamento e illegale ibridazione del così detto lupo cecoslovacco.
E intanto è di questi giorni brutta la notizia dell’ibridazione di lupi, importati dall’Est Europa e dagli Stati Uniti, con cani lupo cecoslovacchi,che si è riscontrato anche sull’Appennino modenese. “Pratiche degne delle famigerate e peggiori manipolazioni genetiche della storia” commenta Fausto Giovanelli, presidente del Parco dell’Appennino. E’ una pratica, questa dell’incrocio, molto pericolosa: infatti, i veri lupi di importazione sono accoppiati negli allevamenti con il cane Cecoslovacco al fine di venderne la figliolanza ibrida anziché a 1000 euro a cucciolo a 5 volte tanto. Così, dall’Appennino alla Calabria e in Campania sono 229 gli ibridi di cui dalla Forestale è stata vietata, in queste settimane, la vendita. Ricordiamo che è vietata l’ibridazione, è vietato allevare e quindi importare lupi (come sancito dalla Convenzione di Washington-Cites che tutela la fauna selvatica e vieta la cattura, detenzione e traffico di animali selvatici quali il lupo); è frode falsificare i pedigree (per non ufficializzare quanto avvenuto a monte).

Gli ibridi sono apparentemente simili al vero lupo, ma il loro carattere è instabile, aggressivo e non certamente domestico. Ora, su ordine del tribunale di Modena, al termine di una complessa indagine a cura dei carabinieri-forestali, 11 ibridi sono sotto sequestro giudiziario (affidati ai rispettivi padroni) e la filiera dell’ibridazione “artificiale e commerciale”è interrotta.
Tornando al lupo “nostrano”, è comunque provato ora scientificamente che, con i cani, che pure a volte sono prede aggredite dal lupo, ci sono stati accoppiamenti.
Spiega Fausto Giovanelli: “E’ chiaro che il contesto antropico dell’Appennino è, oggi, molto differente dal passato. I pastori hanno mantenuto la memoria di come difendersi dalle predazioni. Ma le altre persone… Il lupo è un animale carnivoro che deve cacciare per sfamarsi. Non nascondo il timore è che qualcuno, magari proprio per difendere il proprio cane, possa  entrare pericolosamente a contatto con dei lupi. Al momento conosciamo solo alcuni casi – gravi – di uccisione di lupi da parte dell’uomo E per fortuna nulla di segno opposto”.

Commenti

Commenti

A proposito dell'autore

Gabriele Arlotti ha scritto 2419 articoli per Studio Arlotti

Lascia un commento