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21 agosto 2018 17:04 — 0 Commenti

Dal turismo al Punto nascite: “Caro governatore Bonaccini, lei ha una grande opportunità” #Appennino #Emilia-Romagna

 

Nadia Vassallo, 53 anni, esercente, è presidente della Delegazione Confcommercio di Castelnovo. Di questi tempi, Nadia, molti quotidiani si sono profusi in analisi dell’andamento turistico a stagione in corso. Come è andata secondo il vostro osservatorio?

“Non abbiamo ancora dati precisi. C’è chi ha parlato di più 40%: se questo fosse  +40 % in Appennino sembra essere un dato positivo, almeno per gli operatori del turismo non certo per il commercio al dettaglio che non ne ha beneficiato”.

Lei è commerciante, a Castelnovo si sono visti punti di eccellenza, come il rinnovato Centro commerciale naturale, ma anche parcheggi deserti nei sabati di luglio: come è andato il turismo nel capoluogo?

“La ricostituzione non solo sulla carta del Centro Commerciale Naturale è un dato positivo ma c’è moltissimo  da fare e i risultati non dipendono solo  dai singoli commercianti ma anche dai  cittadini . Penso  che se Castelnovo, e la montagna, vuole tornare ad essere attrattiva per i turisti prima deve esserlo per chi ci abita. Più che riempire i parcheggi di macchine dobbiamo riempire le strade e le piazze di persone e creare occasioni e luoghi d’incontro e non mandarli deserti tranne che negli eventi più eclatanti e dispendiosi. Un impegno maggiore in tal senso dall’amministrazione è auspicabile. Nel capoluogo a luglio non si sono percepite presenze di turisti e paradossalmente si sono viste attività chiuse per ferie. Chi come me vive di commercio da più di 30 anni fatica a credere che possa essere possibile, ma l’iter è purtroppo verso il basso. Usciamo dalle nostre case. Torniamo a vivere il centro”.

La Regione Emilia-Romagna afferma che nel 2018 il turismo è cresciuto in tutti i comparti, Appennino compreso: è d’accordo?

“I dati, come sempre, possono essere letti in più modi. Se le presenze in Appennino sono in crescita bisognerebbe anche dire che lo sono nel fine settimana e solo per alcuni luoghi”

Ad esempio?

“Il più eclatante:  la Pietra di Bismantova con migliaia di presenze all’anno che non interagiscono minimamente con Castelnovo è l’emblema di questa situazione. Inoltre chi ha maggiori introiti da questo incremento? Pubblici esercizi e aziende ricettive? Ricordiamoci che la settimana non è fatta solo di week and e che la tassazione a cui siamo soggetti non ci fa sconti. E’ anche per questo che chiediamo un cambio di tendenza sia per le imposte dirette che indirette. No all’aumento dell’iva, ci affosserebbe. La montagna è una zona delicata e come tale va trattata. I nostri numeri sono diversi da quelli delle località più famose e di mare e abbiamo bisogno di investimenti mirati e detassazione”.

A proposito di numeri, lei incontra nella sua attività di esercente molte persone: da dove provengono?

“L’estate ormai si può ricondurre all’ultima settimana di luglio e il mese di agosto. Nel mio negozio in queste settimane le presenze si dividono a metà: 50% di persone locali e 50% provenienti da fuori. Di questi ultimi, la maggior parte è comunque rappresentata da persone originarie della montagna che tornano a riaprire le case di famiglia, non è tanto turismo quanto villeggiatura, con annessi e connessi. Qualche straniero sudamericano quest’anno ha vivacizzato il mio lavoro”.

E durante i mesi invernali?

“Si lavora grazie alle persone residenti. Che non sono molti e, per molti di noi, si è reso necessario iniziare le vendite online per far fronte alla nuova abitudine dell’acquisto elettronico e alla vecchia e cara tendenza di recarsi nei grandi centri commerciali ritenuti, molte volte erroneamente, più a buon mercato”.

Si può parlare di tre fasce di turismo per l’Appennino, crinale, medio appennino e collina? Con quali differenze?

“Negli ultimi anni ha preso piede maggiormente il crinale mordi e fuggi. Il medio Appennino regge per i servizi presenti, ospedale, negozi e uffici vari. Un sistema che a fatica ha retto la crisi, perdendo pezzi importanti. La collina sarà sicuramente meta di chi visitando le città di pianura ha voglia di vedere un po’ di verde senza fare troppa strada. Sarebbe auspicabile mettere in rete queste  tre zone con la stazione medio padana e creare pacchetti di offerte turistiche con prezzi interessanti e calmierati. La promozione si fa con un occhio di riguardo al rapporto qualità/prezzo”.

Destinazione turistica Emilia, ha portato quale novità? Se sì quali?

“Si fa molta fatica e Destinazione turistica è ancora troppo di nicchia, relegata tra gli addetti ai lavori del turismo da cui il commercio é praticamente tagliato fuori ed è un errore grossolano. Gli operatori commerciali sono quelli più a stretto contatto con chi arriva in un posto nuovo”.

L’Osservatorio della Camera di Commercio snocciolava dati certi sul turismo. Ora, da tempo, non si hanno più dati certi sul contesto Appennino…

“Se si potessero sapere le quasi reali presenze si potrebbero organizzare ‘cose’ senza disperdere energie sia economiche che lavorative” .

Lei crede sia da considerare come turista anche chi non pernotta (l’impostazione regionale considera turisti solo coloro i quali pernottano)?

“Dovrebbero essere considerati turisti tutte le persone che si avvicinano ad un territorio per trascorrere del tempo libero. Le persone vanno accolte e trattate con gentilezza e serietà sia che si fermino per un pranzo e via sia  che soggiornino per un periodo qualsiasi. Per lo meno questo è il principio con cui da sempre tratto il cliente : è il benvenuto sia che compri un pacco di pannolini che un intero corredo per il proprio bimbo”.

Lei, in altra veste, come coordinatrice del Comitato Salviamo Le Cicogne, per la tenuta (ora riapertura) del Punto nascite castelnovese, si è confrontata molto con la Regione: crede che l’offerta di servizi, come il Punto nascite, centri qualcosa anche con la vitalità turistica di un posto, oppure no?

“Certo, anche il Punto nascite. Può non essere prioritario come dice qualcuno, e non è il mio pensiero, ma è dalla cura che si dà ai più deboli, a chi è più fragile a chi deve ancora venire al mondo, che si capisce quale sia il vero amore per tutto il resto. Accudire i futuri cittadini, ancora non nati, con un servizio come il Punto nascite è testimonianza di cura per tutto il resto, territorio compreso. Ricordiamoci che il Punto nascite in Appennino c’era, funzionava. Più semplice svuotarlo per chiuderlo. Quest’estate  ho visto diverse donne incinta ed alcune incredule di quello che è successo”.

Cosa direbbe in merito al governatore Bonaccini?

“Gli direi che aver chiuso il punto nascita è stato un approccio da ragioniere o da arbitro, mentre noi abbiamo bisogno di persone con visioni strategiche che sappiano progettare un futuro diverso. Chiudere il punto nascita è chiudere pezzo dopo pezzo l’ospedale e la vita in montagna: è accontentarsi di una residenza da doppie case che è insostenibile per le persone, per il sistema produttivo ed economico e per il territorio stesso. In una Regione dalle grandi contraddizioni, dove da una parte c’è un’alta qualità di vita, una agricoltura importante prodiga di eccellenze, un sistema di servizi efficiente, di converso ci sono il più grande inquinamento dell’aria del pianeta, la voracità del territorio con la cementificazione e i più alti tassi di malattie da tumore. Occorre invertire il trend che vede da decenni le persone concentrarsi in pianura e disabitare la montagna, con sempre maggiori rischi idrogeologici. Occorre una strategia per dare attrattività alla montagna: riaprire il Punto nascita è il punto di rinascita dell’intera montagna e solo chi guida la Regione ha questa grande responsabilità ed opportunità di realizzarla”.

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Gabriele Arlotti ha scritto 2381 articoli per Studio Arlotti

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