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9 agosto 2018 19:17 — 0 Commenti

Aveva cucinato per la Taylor, Rivera, Villaggio, Moratti… ma era rientrato nel suo Appennino. Ed era diventato uno dei ristoratori più rinomati. Addio a Geremia #chef #cucinaitaliana

 

Addio a Geremia Nobili, 83 anni, uno dei ristoratori più noti di tutto l’Appennino, titolare dell’omonima locanda, in via Franceschini 10 (già via della Scimmia), avviata nel cuore del capoluogo, dal 1978 e, dopo una breve suo ritorno nel milanese, che aveva rilanciato nel 1985, col figlio Massimiliano. 

Geremia, rimasto orfano di madre, di una famiglia numerosa, era emigrato per lavoro a Milano a 13 anni e da lì a poco avrebbe perso il padre. Ma con la natia Spigone di Vetto aveva mantenuto un legame eterno “tutte le cose buone vengono da lì”.

Geremia aveva affinato le doti di cuoco in diversi locali (rientrò da Saint Moriz, perché non ne capiva la lingua straniera), tra questi il Covo Nord Est a Santa Margherita Ligure e il Porto a Milano. Ristoranti che lo avevano portato a cucinare, come ricordava con gli amati nimpoti, per personaggi importanti in quel luogo di villeggiatura da Elisabeth Taylor a Moratti, da Silvio Berlusconi da Mario Corso, a Gianni Rivera, altri giocatori dell’Inter, e attori del calibro di Paolo Villaggio. Ma per amore dei figli si era stabilizzato a Castelnovo, dove Massimiliano aveva riaperto l’attività, co – condotta da lui sino al 2008 e tutt’ora molto rinomata.

“A Castelnovo per acquisti. E’ da poco passata l’una, fa freddo ed il cielo grigio promette neve (e verrà). Niente di meglio che andare a prendere un bel piatto caldo da Geremia. E’ proprio vicino, nel vicolo che parte da Piazza Peretti, la piazza del borgo antico dove anni fa si fermavano le corriere che andavano e venivano da Reggio. Entriamo e ritroviamo l’atmosfera familiare di sempre… una sala lunga e stretta, illuminata da finestre solo su un lato, pareti tinte di un caldo giallo, soffitto basso dalle travi in legno a vista, nel mezzo il camino acceso, una quindicina di tavolini, ravvicinati e quasi tutti affollati, brusio e profumi di cucina casalinga…”. Questa è una delle centinaia di recensioni, in grandissima maggioranza positive, di quel locale che, con il suo stile, ha condizionato moltissimi altri ristoratori dell’Appennino. Ma che, soprattutto, era noto e tappa fissa per chi qui voleva assaporare i gusto di una cucina casalinga, magari al mercato del lunedì, “in una di queste trattorie di paese tra le portate si attacca il discorso con gli avventori del tavolino adiacente e si finisce con lo ‘stramaledire il tempo ed il governo’, per dirla alla De Andrè”.

Di recente il Ristorante da Geremia è stato tra i fondatori dell’Associazione del Cappelletto Reggiano.

Geremia Nobili, originario di Vetto, lascia i figli Massimiliano, Stefania, la nuora Patrizia, i nipoti Lorenzo, Alessandro e Leonardo e la sorella Tea Giuseppina. I funerali avranno luogo domani alle 16 partendo dalla camera mortuaria di Castelnovo Monti per la chiesa di Vetto e il cimitero locale. Stasera ore 20.30 Rosario in camera mortuaria.

 

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Gabriele Arlotti ha scritto 2387 articoli per Studio Arlotti

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