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4 agosto 2018 10:26 — 0 Commenti

Criticità idrogeologica in Enza: serve acqua subito. Appello alla politica regionale e locale

“Dopo la positiva conclusione del tavolo tecnico della Regione Emilia-Romagna per giungere a uno studio che definisca l’effettivo dimensionamento dell’invaso di Vetto, registriamo:

  • la mancanza di comunicazioni sui tempi di avvio e conclusione del fabbisogno idrico della Val d’Enza, propedeutico alla riprogettazione dell’invaso
  • l’insensibilità della Regione Emilia-Romagna, tramite Arpae, a derogare al Deflusso minimo vitale del torrente Enza per fini irrigui. In questo modo quello che non è un fiume è considerato tale e, dopo 500 anni, si è fatta cessare la disponibilità di acqua nell’ecosistema dei Prati stabili
  • l’avvento dei primi fenomeni siccitosi nella terra dei secolari prati stabili e l’insufficienza delle precipitazioni a suo tempo previste e, quindi, l’avvento degli annuali e ripetuti danni alla migliore foraggicoltura del Parmigiano Reggiano (è di 280 milioni l’indotto tra le due rive dell’Enza) e delle ortofrutta del territorio”

“Per questo chiediamo:

  1. che ci siano comunicati tempi certi per la definizione dello studio sul fabbisogno idrico della Valle dell’Enza
  2. che sia attivata la possibilità di derogare solo per il mese di agosto al minimo deflusso vitale a beneficio dell’ecosistema della media Valle dell’Enza
  3. considerato che i canali hanno anche valenze igienico sanitarie, l’attivazione della politica locale, a iniziare dai sindaci, e regionale a beneficio del sistema agricolo, ambientale e civile

Mattia Reggiani, presidente dei Consorzi irrigui e di miglioramento

 fondiario della Val d’Enza

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