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5 luglio 2018 11:49 — 0 Commenti

Appennino italiano chiama Italia, stessi problemi, stesse opportunità: messe a fuoco in un Atlante

Se c’è una mancanza grande, nelle terre dell’Appennino italiano, è quella dell’incapacità di fare sistema a livello nazionale. Così, complice il fatto che l’Appennino rappresenti, sì, la metà del territorio italiano, ma ospita solo un decimo della popolazione. Forse anche per questo assistiamo costantemente a tagli di risorse, servizi, manutenzioni carenti e molto altro. Una situazione diametralmente opposta a diversi territori alpini dove, con la complicità di regioni e province a statuto speciale le risorse per la permanenza dell’uomo hanno tutt’altro significato. Anche per questo, oggi, cogliamo con piacere la nascita di un libro.
Viene, infatti, presentato stamane a Treia (Macerata), al Festival della Soft Economy, l'”Atlante dell’Appennino”, un’opera promossa in collaborazione con i Parchi nazionali delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna e Appennino Tosco Emiliano, della Fondazione Symbola col supporto del Ministero Ambiente . E’ un volume di 236 pagine , completo di dati , tabelle, grafici e immagini e presenta un indice articolato per temi diversi: lo spazio primario, biodiversità, demografia, economia, agricoltura, cibo, boschi, cultura, sentiment on line.

Fausto Giovanelli, in quanto Presidente del Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, ha scritto la premessa che apre il volume e partecipa oggi alla presentazione ufficiale: “serviva, anzi è indispensabile – dice a Redacon, Giovanelli – una visione da molti punti di vista e al tempo stesso una visione di insieme. L’Appennino è troppo grande, troppo rilevante nella storia del paese , troppo importante per il presente per rimanere tema polverizzato in centomila pezzi o trascurato, salvo i momenti tragici e drammatici dei terremoti”.
Diverse volte ci si è posti obiettivi frammentati dai vari territori di montagna…
“Serve capire le opportunità, la sfida di coesione e competizione che abbiamo davanti per farne una frontiera di crescita, green economy e migliori stili di vita. Interessantissimo e persino provocatorio è l’esame dell’intrecciarsi tra emigrazione e immigrazione in Appennino. Sono certo che questo volume farà discutere, farà riflettere e – speriamo – farà pensare positivo e agire, con maggiore cognizione di causa e migliore motivazione e passione. Presto lo presenteremo anche sul nostro territorio”.

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