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9 maggio 2017 13:47 — 0 Commenti

L’appello dei consorzi di Bonifica mantovani: “Acqua irrigua vale il 70% del Pil agricolo. Al via la Settimana della Bonifica”

 

 

 

L’agricoltura mantovana chiede acqua. E con lei anche il mondo del turismo mantovano, così fortemente caratterizzato dai canali e dai laghi, così come l’ambiente che, senza i consorzi di bonifica, sarebbe paludoso d’inverno e arido d’estate. Per la prima volta i Consorzi di Bonifica Mantovani, tutti assieme, fanno il punto sulla sete dell’acqua: rendono noto il dato dell’acqua distribuita nel mantovano nel 2016, pari a 900 miliardi di litri d’acqua che sostiene al 70% un’agricoltura che, da sola, vale il 2,6% del Pil agricolo italiano. Grande preoccupazione tra i Consorzi nell’accogliere le parole sul cambiamento climatico dello scienziato esperto del clima Giampiero Maracchi e sugli effetti valutabili, in termini economici, in danni compresi tra i 30 e i 50 milioni di euro/anno.

“Ma da sola l’acqua distribuita dai Consorzi di Bonifica non basta”: a pochi giorni dall’avvio della “Settimana nazionale della Bonifica e dell’irrigazione”, promossa da Anbi, che, dal 13 sino al 21 maggio e oltre, caratterizzerà il territorio mantovano di appuntamenti per il pubblico, i presidenti dei Consorzi di Bonifica Elide Stancari (Territori del Mincio), Ada Giorgi (Terre dei Gonzaga in Destra Po), Gianluigi Zani (Garda Chiese), Guglielmo Belletti (Navarolo), Massimo Lorenzi (II grado – Del Mincio), assieme a Giorgio Negri (direttore Anbi Lombardia) analizzano gli effetti del cambiamento climatico sul comprensorio. Sono intervenuti, inoltre, Beniamino Morselli, presidente della provincia di Mantova e Andrea Murari, assessore del comune di Mantova.

LE PROBLEMATICHE

“L’acqua che ci consente di vivere a Mantova come la abbiamo sempre conosciuta non è solo quella dei Consorzi di Bonifica – spiegano i presidenti – ma è anche quella che alimenta le falde e che cade con la pioggia e la neve. Il cambiamento climatico modifica tutto questo e incide pesantemente nei nostri comprensori. Mentre la quantità di acqua che cade complessivamente in un anno non muta (mediamente 634 mm/anno), cambiano radicalmente i momenti della sua disponibilità nei comprensori: bombe d’acqua nelle mezze stagioni, inverni mite, stress da calore d’estate. Un esempio, dal 2000 ad oggi i Consorzi di Bonifica mantovani hanno fronteggiato ben 6 annate di difficoltà nella distribuzione irrigua, tra siccità e periodi siccitosi, distribuendo comunque acqua sul 60% della provincia mantovana (141.000 gli ettari irrigati nel 2016, a fronte di una superficie totale di 23.3900 ettari). Lo hanno fatto con una rete di quasi 6.000 km di canali irrigui destinati a oltre il 70% delle 8.300 aziende agricole mantovane che producono un Pil pari a 734 milioni di euro”.

LE SINERGIE

“Eppure – spiegano i presidenti – l’acqua, che dopo l’uso primario per l’uomo, deve servire l’agricoltura, è un perfetto alleato per il nostro turismo e per l’ambiente”.

“Si pensi – aggiungono – alla straordinaria rete di canali che potrebbe collegare in linea retta Mantova con New York, ma che invece costella le nostre coltivazioni e il nostro paesaggio. Grazie alle irrigazioni si producono foraggi per la zootecnia, che produrrà Grana Padano, carni, latte alimentare, Parmigiano Reggiano, ma anche suini. Quindi cereali (come il Riso mantovano, il frumento, l’orzo), le orticole, come il Cocomero e il Melone Mantovano Dop, i vini, come il Lambrusco, la frutta, come la Pera tipica mantovana Igp, il florovivaismo, gli agriturismi, la pioppicoltura…”

LE RISPOSTE, LE PERSONE E I PROGETTI

“Al cambiamento climatico – aggiungono i presidenti – rispondiamo con il lavoro di ogni giorno. In silenzio in queste ore lavorano 274 persone, tra tecnici, operari e impiegati, l’80% delle quali al lavoro sull’irrigazione che, oltre ai canali, è fatta di 18 impianti irrigui, in prevalenza vetusti. Il cambiamento climatico, con le bombe d’acqua, impegna il nostro personale in primavera e autunno a variare gli assetti di irrigazione e di scolo (molti canali sono promiscui). A volte anticipiamo gli invasi della rete per ovviare alla siccità invernale o far fronte alle mutate richieste. E già da maggio ci siamo posti i problemi, in alcuni comprensori, di turnare l’utilizzo dell’acqua. Nel concreto alla politica mondiale chiediamo massima attenzione al problema, a quella locale risposte nel breve per le opere da realizzarsi. Noi ci mettiamo buona amministrazione, progettazione e manutenzione delle opere affidateci”.

Sono 5 i progetti strategici per controbattere la sete mantovana dai Consorzi di Bonifica e che saranno presentati nel prossimo Piano nazionale di sviluppo rurale o in altre misure. Tra questi spiccano il recupero idrico di risorsa idrica grazie al tombamento di canali, sistemi innovativi di telecontrollo e automazione, conversione in irrigazione a pioggia, ristrutturazioni: complessivamente valgono 19.970.000 euro, meno del 2% del Pil mantovano.

 

 

 

 

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Gabriele Arlotti ha scritto 2237 articoli per Studio Arlotti

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