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2 maggio 2017 11:50 — 0 Commenti

A Vetto è tornato lo smaggio

O gli ‘smaggi’ erano sfaticati, il che sarebbe una contraddizione, o i vettesi si sono messi sull’attenti e hanno nascosto tutto.

Ieri a ora di pranzo, infatti, in piazza del Comune dava bella mostra di sé la mercanzia dello ‘smaggio’ la tradizione che vuole portati in piazza, all’insaputa dei proprietari e nella notte antecedente la festa del lavoratore, gli attrezzi da lavoro e molto altro ancora lasciati improvvidamente incustoditi in aie e giardini. Una tradizione tipica di diversi luoghi della Val d’Enza tra il reggiano e il parmense.

Ma ieri tranne un boiler e un cerchione per auto, di “roba” dei privati in piazza ce ne era assai poca. Ad avere la peggio sono state le “cose” comunali, dalle transenne ai cartelli stradali. Purtroppo anche tutte le scale del cimitero vettese ieri davano bella mostra di sé, vittime dello smaggio. Anche se, va detto, portare questa tradizione in luogo sacro quale il cimitero, fa perdere il senso di una notte goliardica, dove era usanza beffarsi delle famiglie anticamente più abbienti o dei personaggi più iracondi da prendere di mira. Gente che era poi da ammirare nel “lavorare” il Primo maggio per recarsi davanti a recuperare i propri averi tra gli sguardi indifferenti di persone e smaggerini. Ma in questo caso è toccato ai cantonieri lavorare il… 2 maggio, per rimettere il tutto a posto.

Una buona notizia c’è. Lo smaggio resiste: dopo un anno di stop è tornato. 

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Gabriele Arlotti ha scritto 2301 articoli per Studio Arlotti

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