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1 aprile 2015 17:44 — 0 Commenti

1500 persone senza utenze:“Pericoloso il distacco del servizio Iren: si è ancora in tempo per il dialogo”

 

 

 

REGGIO EMILIA (1 aprile 2015) – “E’ un’emergenza sociale che non fa onore alla democratica città del Tricolore. Staccare l’acqua calda e il riscaldamento a chi ha pagato è palesemente antidemocratico” con le parole di Luciano Semper, segretario della Fnp Cisl si mobilita il mondo sindacale e del volontariato sulla questione di via Turri dove, da oggi, 397 famiglie composte da 1.500 persone rimarranno senza riscaldamento e acqua calda.

“Ci spiace contraddire l’assessore – aggiunge Loris Cavalletti, segretario della Fnp Cisl Emilia-Romagna che a lungo si occupò della questione a Reggio Emilia – ma è evidente che martedì in piazza sono scese le persone che, invece, hanno sempre pagato le utenze e reclamano quello che dovrebbe essere un loro diritto. Spiace, anche, ricordare che una soluzione semplice la Cisl la aveva proposta: gli utenti avrebbero pagato ma, dall’altro canto, Iren doveva individualizzare le utenze e i relativi contratti. In questo modo si sarebbe lasciato il servizio a chi ha mantenuto fede agli impegni e lo si sarebbe tolto (giustamente) a chi su questa cosa ha marciato. Perché questo non è stato fatto?”

“E al disagio sociale (che non osiamo pensare come possa evolvere) c’è anche un problema di sicurezza – attacca perentorio Marino Favali, segretario distretto Fnp Cisl di Reggio Emilia – perché ora la gente sta provvedendo autonomamente a riscaldare ambienti e acqua. Se si portano le bombole in casa si generano condizioni di pericolo inaccettabili per una società civile. E’ del tutto evidente che il mancato governo di quanto accaduto, che coinvolge in primis sia Comune che Iren, ha fatto cessare del tutto il dialogo che faticosamente avevamo provato ad avviare già due anni fa, con la proposta di un primo tavolo di confronto. Il debito, intanto, è cresciuto a dismisura per inerzia e ha assunto livelli mostruosi: non si può chiedere a chi ha sempre pagato di farsi carico delle spese di altri!”.

Semper, Cavalletti e Favali concludono all’unisono con una proposta: “Un tavolo di confronto tra Iren, Comune, cittadini e le organizzazioni sindacali, le associazioni che si sono sin qui profuse per la soluzione del problema e l’integrazione della zona. Ogni altra diversa scelta calata dall’alto potrà generare solo malcontento e situazioni di rischio”.

 

 

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Gabriele Arlotti ha scritto 2794 articoli per Studio Arlotti

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