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5 marzo 2014 22:30 — 0 Commenti

Adele aveva fretta: è nata in casa

 

La mamma Letizia Walz, la piccola Adele e Roberto Roviezzo

La mamma Letizia Walz, la piccola Adele e Roberto Roviezzo

di Gabriele Arlotti

 

ROTEGLIA (6 marzo 2014) – La piccola Adele sulla carta d’identità avrà scritto: “Nata a Castellarano”, a domicilio, Roteglia per la precisione, proprio come avveniva sino agli anni Sessanta. Non presso l’ospedale di Scandiano o Sassuolo (dove abitualmente partoriscono le future madri del distretto ceramico), ma Castellarano. Già, perché la figlia di Roberto Roviezzo, 42, operaio ceramista alla Coem Roteglia e di Letizia Waltz, 34 anni, educatrice al nido di Cerredolo di Toano (e figlia del noto fotografo toanese Mario), è nata in casa, come un tempo, lo scorso 28 febbraio.

“Un fatto non previsto – spiega la madre, Letizia – dato che la scadenza naturale sarebbe stata il 3. E sempre m’ero chiesta come alcune donne potessero non fare in tempo a giungere in ospedale, dato che quando avevo avuto la piccola Agata, 16 mesi fa, soffrii abbastanza con un travaglio di 13 ore”.

E invece?

“La sera di giovedì 27, verso la mezzanotte e mezzo ho sentito qualche dolorino che ho comunicato a mio marito. Ma alle 3 e mezzo ho sentito dolori forti. Alle 4.40 non stavo bene. Sono andata in bagno e ho avvisato Roberto: ‘sto per partorire’”.

Momenti concitati…

“Sì, lui è stato bravissimo: mi ha appoggiato per terra. In un attimo ho avuto una spinta ed è stato tutto molto naturale. Prima il sacchetto, poi la testa, poi la bimba. Assieme abbiamo visto che tutto era andato bene, mentre il 118 al telefono chiedeva come era la situazione. Mi hanno consigliato di mettermi la piccola vicina. E di lì a poco sono giunte l’ambulanza da Castellarano e l’automedica da Scandiano. Hanno considerato che stavamo bene entrambe e ci hanno portato all’ospedale di Sassuolo. Il cordone è stato reciso lì. La bimba era in ottimo stato e io pure. Il tutto è avvenuto in un’ora e venti: è nata alle 4.55 di venerdì 28 mattina”.

Una bella emozione…

“Altro ché. E dire che nemmeno avevamo voluto sapere il sesso della nascitura. Mentre nell’altra stanza, la sorellina Agata non si è accorta di nulla”

E in ospedale?

“Sono stata poi ricoverata per 48 ore, come in qualsiasi altro parto. Anche se al mio arrivo… ero già famosa, tutti sapevano e facevano domande, compresa la mia compagna di stanza! Domenica mattina ero già dimessa”.

In questa situazione Roberto ha avuto sangue freddo. “Ai suoi genitori che dormivano di sotto è sceso e ha detto: complimenti siete diventati nonni per la seconda volta. E’ tutto di sopra!”

Il tempo di fare un autoscatto prima di partire e poi… ecco Letizia e la piccola avvolta nella tela termica.

Cosa racconterai da grande alla piccola Adele?

“Che aveva molta fretta di venire al mondo e non mi ha dato il tempo di andare in ospedale: dovrà essere brava in casa…”

 

 

 

IL COMMENTO DEL PADRE

 

“Sono felice perché è andato tutto bene – racconta il padre, Roberto, ostetrico… suo malgrado -. Certo, ero tranquillo di potere aspettare l’arrivo dell’ambulanza e invece… Comunque ero già stato volontario in Croce rossa, e quindi cose crude ne avevo già viste. Inoltre avevo già visto nascere la nostra altra figlia Agata.

E in quei momenti?

“Ho pensato di fare quello che era meglio. Anche se una volta caricata moglie e neonata in ambulanza, sono stato un po’ male”.

Intanto gli amici della giovane coppia pensavano che l’annuncio della nascita di Adele in casa fosse uno scherzo. E, invece, era tutto vero. E in molti a Roberto dicono: “Non sapevamo che ti fossi diplomato ostetrico!” (GA)

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Gabriele Arlotti ha scritto 2470 articoli per Studio Arlotti

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