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25 febbraio 2014 17:06 — 0 Commenti

Fim Cisl di Modena e Reggio: “alla Fiom diciamo che la porta è aperta”

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REGGIO EMILIA (25 febbraio 2014) – “Il mondo sindacale dei metalmeccanici ha bisogno di unitarietà”. Non usa mezzi termini Giorgio Uriti, segretario della Fim Cisl di Reggio Emilia nell’aprire il direttivo dei metalmeccanici della Fim Cisl di Modena e Reggio Emilia, alla presenza del segretario nazionale dei metalmeccanici della Fim Cisl, Giuseppe Farina e di oltre settanta delegati delle categorie.

“Alla Fiom mi sento di dire lavoriamo assieme – ha detto Uriti -, lasciando a parte le ideologie per il bene dei lavoratori. I quali hanno bisogno di soluzione condivise e di risposte forti e unitarie”.

“Nessun timore a lavorare assieme alla Fiom – dirà il segretario nazionale della Fim Cisl, Giuseppe Farina: abbiamo valutato molto positivamente il nuovo accordo unitario sulla rappresentanza che può significare un’occasione importante per ricomporre le divisioni sindacali anche nel sindacato metalmeccanico. Nella crisi l’esigenza di trovare modalità di azione unitaria è ancora più necessario. Purtroppo al momento non abbiamo ottenuto riscontri positivi in merito sulla volontà della gestione unitaria della categoria e per avere nuove regole. Ma noi ci siamo”.

Un lavoro comune anche tra le province dei metalmeccanici Fim Cisl. Per questo Claudio Mattiello, segretario Fim Cisl di Modena ha spiegato come “Il direttivo dei metalmeccanici Cisl  di oggi rappresenta l’avvio di un percorso per costruire unità tra le due Fim, anche di progettualità per arrivare ad avere una Fim più grande che possa essere più vicina ai lavoratori con una struttura fatta di 10 operatori e complessivamente oltre 5.000 iscritti”. Ancora sull’accordo di rappresentanza “credo si possano superare tutte le preoccupazioni – aggiunge Mattiello – se la Fiom a livello nazionale aderirà allo stesso, diversamente l’accordo prevede il percorso della rappresentanza solo per i firmatari dello stesso: se la Fiom non aderisce, ne rimarrà esclusa”.

Giovanni Caruso, segretario della Fim Emilia-Romagna ha presentato il progetto Fim Cisl Emilia-Romagna 2014 che “ha l’obiettivo di rafforzare la rappresentanza della Fim nelle aziende. Con diverse azioni in campo: la formazione massiccia di tutti i delegati aziendali e investendo sugli operatori sindacali, anche con un progetto giovani”.

“C’è voglia di fare Cisl dico ascoltando gli operatori oggi – ha aggiunto Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale della Cisl di Reggio Emilia gente temprata che sa tenere alto lo sguardo e fare rappresentanza. Preoccupazione per la situazione politica nazionale capace di smentire quanto si afferma il giorno prima; si chiama memoria storica: se non c’è è mancanza di rispetto verso i cittadini. Sul fronte industriale occorre parlare di piani industriali per affrontare la prima priorità: creare lavoro, la seconda creare un buon lavoro come valore sociale. Attenzione alle condizioni sindacali nei paesi del mondo, alla piccola media impresa come modello di crescita, alle crisi aziendali come mutano il territorio. Non ultimo il tema del precariato: la flessibilità, da sostenere, è mutata in strumento per dare lavoro, non va bene”.

Per William Ballotta, segretario Cisl di Modena “dinnanzi ai grandi cambiamenti che ci attendono disponiamo degli strumenti per affrontarli, tra cui gli strumenti per la contrattazione di secondo livello. E’ bene ricordare perché abbiamo cambiato la contrattazione nazionale: in alternativa avremmo avuto dinnanzi uno scenario devastante. Avere l’accordo oggi chiude il modello contrattuale. Esprimo preoccupazione nei confronti del nuovo governo: ‘non so quanto ci ritenga significativi’ dobbiamo rivendicare il nostro ruolo positivo”.

Molteplici gli interventi dei sindacalisti nelle aziende. Tra problemi di rappresentanza, occupazionali, ma anche di forte dignità. Condivise le preoccupazioni sulla situazione economica e territoriale “Non siamo di fronte a segnali di ripresa. Ma ci auguriamo che con nuove politiche di investimento, sviluppo e risorse, accompagnate da una flessibilità in ambito creditizio, si possa ripartire con il volano della ripresa e garantire i livelli occupazionali. Attenzione, anche, alle proposte del governo di ridurre la fiscalità sul lavoro: lo attendiamo alla prova dei fatti”.

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Gabriele Arlotti ha scritto 2567 articoli per Studio Arlotti

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