Cronaca,


9 ottobre 2013 13:09 — 0 Commenti

Tre generazioni. E la stalla è di vacche rosse

Az Agricola Nasi (Foto Redacon) Az. Agricola Nasi

William, Vincenzio, Elia Nasi e, alla destra, Marcello Zanetti e Simone Bertani

William, Vincenzio, Elia Nasi e, alla destra, Marcello Zanetti e Simone Bertani

 

Non ce ne sono tante, solo tre in Appennino così grandi. Sono le stalle di vacche rosse, l’antica razza Reggiana, autoctona della nostra provincia. Ora, la più recente, in fatto di ammodernamento e impostazione di allevamento in purezza, sorge a Casina dove, notizia nella notizia, tre generazioni si tramandano l’arte dell’essere agricoltore e allevatore.

E’ l’azienda agricola Nasi di Giandeto di Casina. A condurla, in contemporanea, sono tre generazioni. Da aprile, hanno ultimato una nuova stalla per questi animali: singolare la cura estetica scelta che la rende ben calata nella skyline di questo altopiano naturale che è la valle di Giandeto. Il capostipite è Walter, attivissimo nonostante le mani segnate da una lunga vita di lavoro, quindi Vincenzo e i suoi figli che frequentano l’istituto agrario. Inaugurata all’ultima fiera del Parmigiano Reggiano di Casina, qui a settembre ancora si raccoglieva l’erba fresca per i bovini dal manto fromentino. A meno di un tiro di schioppo le campane della parrocchiale di San Paolo che, ogni giorno, scandiscono ore e preghiere.

Walter di anni ne ha infilati 78 e, allevando questi animali, nella sua carriera ha vinto anche molti premi in città alle varie fiere e manifestazioni: “Ho sempre fatto l’agricoltore – dice con il suo infaticabile sorriso acceso sotto gote rosee e un viso segnato dal lavoro di una vita – e le vacche rosse le ho sempre avute. Certo ho provato anche quelle bianche e nere – la razza Frisona, ndr – ma non hanno la durata che hanno queste. Le rosse hanno meno problemi”, chiosa sicuro.

Il figlio Vincenzo, 50 anni e da quando ne aveva 14 al lavoro col padre, spiega: “Questa nuova stalla è stata edificata in un solo anno, inaugurata operativamente lo scorso aprile, ci dovrebbe consentire di lavorare meno faticosamente e di garantire un reddito alla nostra famiglia. La abbiamo realizzata interamente con le nostre risorse, senza contributi. E’ a stabulazione fissa – con gli animali legati – in quanto i preventivi per la stabulazione libera erano decisamente più elevati”.

Di recente, Vincenzo Nasi è stato eletto anche vicepresidente dell’associazione degli allevatori dei bovini di razza reggiana (il cui presidente è l’ex assessore all’agricoltura Marco Prandi): “Siamo attualmente decentrati per riuscire a lavorare il nostro latte assieme a quello di altri allevatori in modo tale da poter produrre almeno una forma solo a base di latte di Reggiana, come già fanno altri caseifici”. “Anche se questo – spiega Silvano Domenichini, assessore all’agricoltura del Comune di Casina – resta sicuramente un obiettivo di valore anche per il nostro territorio”. Intanto l’azienda conferisce il latte alla Latteria di Cortogno, dopo che i tre caseifici di Giandeto hanno via via chiuso in tempi ormai lontani.

Elia, nipote di Walter, studia zootecnia allo Zanelli a Reggio: “Mi piace questa attività e l’azienda agricola di casa, ma mi appassiona anche il tema dei nostri animali autoctoni, di qui la mia scelta. L’attività agricola ha il vantaggio che rende autonomi, per quanto si lavori molto”. “Un’azienda importante per l’economia della montagna e per i giovani che vi lavorano, anche per avere scelto le vacche rosse”, spiega a Redacon Marcello Zanetti, referente di zona della Coldiretti.

Vincenzo Nasi a chi gli chiede se consiglierebbe questa attività a un giovane dice: “Ci vuole un coraggio da leoni, a meno che uno non abbia già l’azienda avviata dai genitori, in quanto occorrono molte risorse”. Ma intanto i suoi occhi dicono chiaramente che se fosse per lui, che da giovane installò un crocefisso sul camion del casaro mangiapreti per poi riderne ancora oggi, questo mestiere tra vacche di origine antica e libertà lo consiglierebbe a chiunque.

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Gabriele Arlotti ha scritto 2635 articoli per Studio Arlotti

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