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18 marzo 2013 11:02 — 0 Commenti

Poiatica non chiuderà a breve. Ma non sarà allargata

Fermare la Discarica: Consiglio comunale al Parco Matilde

Prima notizia: a memoria di democrazia, in Appennino, un consiglio comunale affollato da circa cinquecento persone non si era mai visto. Sabato 16 marzo 2012 questo, a Carpineti, è successo. E, si noti, di questi tempi, Grillo non c’entra. Seconda notizia: a Carpineti, al Parco Matilde, si discute della discarica di Poiatica e del suo ampliamento dopo l’acquisto, da parte di Iren e della società Monte Querce scarl, di aree limitrofe alla stessa discarica per una superficie di almeno cinque volte l’attuale discarica; esso non avverrà. Terza notizia: il quinto lotto (la discarica attuale), contrariamente alle richieste del comitato, non sarà chiuso e la discarica per i prossimi anni andrà ad esaurire gli spazi attualmente previsti. Quarta notizia (non certo in ordine di importanza): sulla sanità i cittadini (e lo stesso Comune) esigono maggiore controllo; gli studi avviati da poco o la bassa presenza di popolazione nell’area non sono elementi giudicati sufficienti per rassicurare la popolazione “in un raggio di almeno cinque chilometri”. Anche perché il Comitato rende noto un verbale del Corpo Forestale dello Stato di Roma (intervenuto con la propria centralina mobile a controllo della discarica il 25 ottobre 2012 su richiesta del sindaco) che rileva irregolarità e mancanze nei registri di carico della medesima discarica, segnala la propria insufficienza in fatto di mezzi di controllo per effettuare adeguate analisi (sull’indice di respirazione dinamico) e auspica comunque ulteriori attività di indagine.

 

Fermare la Discarica: il logo scelto dal Comitato

ERANO QUATTRO GATTI AL BAR. ORA…

Ma cosa sia potuto accadere affinchè da una prima lettera di 8 mesi fa, dalle prime riunioni affollate “da quattro gatti” (parole del sindaco) alla mobilitazione di oggi, pare difficile da capire, oppure semplicemente è frutto della mobilitazione del Comitato Fermare La Discarica (di Poiatica). Prudenti gli organizzatori: la scelta del Parco Matilde e una distesa di sedie mai vista per un consiglio comunale. Ci sono persone che vengono da Carpineti, Toano, Castelnovo, Villa, ma anche da altri luoghi dell’Appennino. Salgono ambientalisti e politici dalla città, ma anche cittadini di altri comitati di Novellara, San Maritino, Correggio. Tra il pubblico (per la complessità dei temi toccati) il presidente di Iren ambiente Stefano Mazzocchi, il responsabile Iren della discarica, il consigliere regionale Fabio Filippi, capogruppo in provincia del Pdl Giuseppe Pagliani, carabinieri, guardie forestali, il responsabile dell’igene pubblica dell’Ausl di Castelnovo Monti, il dottor Guido Tirelli, il consiglio comunale di Toano col sindaco Michele Lombardi, il Comitato Ecologicamente di Toano. Ma soprattutto persone comuni, agricoltori, mamme preoccupate, donne di Reggio che hanno perso “un fratello per un tumore” e lamentano la contraddittoria documentazione degli istituti preposti.

 

Il Consiglio Comunale di Carpineti al Parco Matilde e la platea di 500 persone qui accorsa
Il Consiglio Comunale di Carpineti al Parco Matilde e la platea di 500 persone qui accorsa (foto Redacon)

 

DEMOCRAZIA PARTECIPATA E POCHI SCHIAMAZZI

Per la cronaca il dibattito inizia con le domande del Comitato Fermare la Discarica, cui se ne assommano altre di cittadini sempre sul medesimo filone.

In fronte al pubblico sta il consiglio comunale di Carpineti interamente schierato, a destra la maggioranza, in mezzo il sindaco, a sinistra la minoranza. Un esempio di democrazia partecipata e, a onore della platea, un esempio di sapere ascoltare senza lasciare – e il rischio poteva essere alto – scivolare un confronto a semplice rissa dialettica, a parte qualche schiamazzo finale e la minaccia (non attuata) del sindaco di fare cacciare fuori il toanese Agostino Marchetti che, dopo due interventi, si alza tra il pubblico a esprimere ad alta voce le sue ragioni. Un errore di comunicazione: prima sono fatte tutte le domande (portano via circa due ore di dibattito) solo alla fine giungono le risposte, quando la platea (sono ormai le diciannove) si è più che dimezzata.

 

Maggioranza del Consiglio Comunale di Carpineti (foto Redacon)
Maggioranza del Consiglio Comunale di Carpineti (foto Redacon)

LE DOMANDE

Le domande poste dal Comitato Fermare La Discarica vertono su diversi temi. Il piano d’ambito prevedeva (a tal proposito l’assessore Tutino disse) : ‘Occorre il Coinvolgimento delle popolazioni dei territori coinvolti dall’evoluzione del sistema ed analisi precisa dell’impatto ambientale di ciascun impianto); gli abitanti presenti e futuri di quei luoghi chiedono di essere i primi ad essere coinvolti tra queste scelte. In Provincia di Reggio, col Piano d’ambito, si è deciso di dare soluzione al problema rifiuti con l’incentivazione della raccolta differenziata e la realizzazione del Tmb di Gavassa (previsto entro il 2015 per il trattamento di 450.000 tonnellate di rifiuti da cui rimarranno 77.000 tonnellate di biostabilizzato al momento destinate a Poiatica): ma questo stabilizzato finirà per sempre a Poiatica? E se il Tmb non fosse realizzato il Tmb nei tempi previsti, cosa succederà?

Ancora: da dove proviene il biostabilizzato attualmente utilizzato come copertura dei rifiuti a Poiatica e da cosa è composto? Quali sono i terreni acquistati da Iren attorno alla discarica attuale e per quali scopi? Cosa può o non può fare Comune? Come Il comune pensa di tutelare le aziende intorno?

E ancora: da dove provengono attualmente i rifiuti da fuori provincia destinati a Poiatica? I dati sulla raccolta differenziata (obiettivo 70%) sono reali o futuristici? Quale è la posizione assunta in Ato dal Comune di Carpineti? Tra le proposte del Comitato: chiudere la discarica al raggiungimento del quinto lotto – e non del 6, come erroneamente scritto nella lettera del Comitato pubblicata da Redacon ieri -; fare partecipare ai tavoli decisionali i cittadini delle aree limitrofe alla discarica o – richiesta della minoranza Carpinetana guidata da Mirco Costetti una commissione di tutela sul problema discarica composta da maggioranza, minoranza, assessore competente e almeno due membri del comitato -. Con i soldi introitati, per altro, si richiede di finanziare ricerche sulla salute da parte di enti terzi e indipendenti. Tra le proposte del Comitato lo svolgere carotaggio su terreni gestiti da Ciampà, rivedere appalti e gestione Iren e multi utility, informare maggiormente i cittadini su tutto, eseguire un porta a porta capillare.

L’intero consiglio comunale è registrato dal Comune e videoregistrato su richiesta del Comitato.

La minoranza consigliare di Carpineti schierata alla destra del sindaco
La minoranza consigliare di Carpineti schierata alla destra del sindaco

 

DICONO QUELLI DI TOANO

Tutti i cittadini di Toano che prendono la parola (compreso lo psicologo Matteo Cavalletti che chiede di studiare anche la popolazione giovanile, dato che è dimostrato che altrove la vicinanza a inquinanti crea malformazioni congenite e deficit cognitivi) sono pro chiusura della discarica. Per altro a Toano non c’è il “ristorno ambientale”, ovvero quanto Iren paga a Carpineti per ospitare (ai confini di Toano) la famosa discarica. Prende la parola Michele Lombardi, sindaco di Toano, che con fare pacato ricorda come due anni fa col Piano d’ambito si è fatto un primo tentativo al problema rifiuti nella Provincia: la raccolta differenziata e la realizzazione del Tmb (dopo avere spendo l’inceneritore) sono proposte che vanno in questa direzione. “E’ chiaro – spiega il sindaco toanese – che il problema discarica c’è: odori, preoccupazione, il materiale usato per coprire i rifiuti. E’ un problema che sta aumentando. Fino ad alcuni anni fa i problemi pareva fossero solo dalla nostra parte, ora anche il carpinetano si è mobilitato. Ci sono preoccupazioni consistenti. Alcune settimane fa abbiamo fatto un incontro con i responsabili della medicina e della sanità pubblica e ci è stato detto che si è avviato solo da poco un monitoraggio sulle malattie, ma i risultati arriveranno tra qualche anno. Abbiamo ancora pochi dati”.

Carpineti, al Parco Matilde al Consiglio comunale aperto: la popolazione è accorda numerosa (foto Redacon)
Carpineti, al Parco Matilde al Consiglio comunale aperto: la popolazione è accorda numerosa (foto Redacon)

 

SULLA SANITA’

Tra gli interventi di altre persone – oltre ad Agostino Marchetti che chiede rassicurazioni su chi gestirà la discarica tra 70 anni – va in scena un vivace dibattito. Interviene Maria Petronio, che si presenta come apolitica e interessata alla vicenda dei controlli dopo avere perso un fratello a causa di un tumore. “Troppo spesso chi controlla e chi è controllato sono la stessa persona e ho qui le documentazioni che segnalano le omissioni degli studi scientifici”.

In risposta ci mette la faccia il dottor Guido Tirelli, carpinetano responsabile dell’igiene pubblica della dell’Asl di Castelnovo che esordisce “non vergognandomi dei miei 61 anni, ma ricordando quando non più tardi di 20 anni fa da queste parti i controlli erano assai minori, le discariche erano un po’ ovunque nei Comuni, i nostri figli respiravano diossina e, sempre da queste parti, ci si calava con mani e piedi negli smalti delle ceramiche”. Non è vero che ci sono omissioni o controlli latenti”. Il contradditorio prosegue anche oltre il Consiglio comunale e potrebbe rivelare interessanti sorprese.

 

L'intervento di Augusto Salvioli dei comitati di Correggio e San Martino. Alla sua destra il sindaco, collocato in fronte alla platea
L’intervento di Augusto Salvioli dei comitati di Correggio e San Martino. Alla sua destra il sindaco, collocato in fronte alla platea

LE RISPOSTE DEL SINDACO

Il sindaco Nilde Montemerli si prende tutto il tempo necessario per le risposte. Non prima  di avere ricordato come, purtroppo, anche suo figlio sia cresciuto, sino al 1995, laddove c’era una discarica a Poiago assieme ad altri dieci bambini (che cita per nome) e noi genitori di allora ci attivammo per risolvere il problema delle discariche a cielo aperto che, all’epoca, costellavano tutti i comuni. Tra gli amministratori dell’epoca – ricorda il sindaco – venne avanti la scelta di Poiatica, come unico centro di raccolta dei rifiuti (e le uniche preoccupazioni che incontrarono gli amministratori all’epoca riguardarono le preoccupazioni sui posti di lavoro delle ditte di escavazione che lavoravano lì) che potesse, a pagamento, anche accogliere rifiuti di fuori dalla Comunità Montana e anche di fuori provincia, a pagamento. Una volta realizzata Poiatica fu ceduta dalla Comunità Montana ad Arcia e da questa ad Agac, poi confluita in Enia e, infine, Iren.

“Non ci è possibile modificare le destinazioni del quinto lotto – spiega il sindaco Montemeri -; ma tutti le destinazioni dell’area erano note a tutti e raramente abbiamo incontrato opposizioni nelle proposte del Prg dell’epoca (3 interpellanze della minoranza nel precedente mandato, 3 in quello attuale), a differenza delle tante richieste di modifiche sull’edificabilità delle aree. La modifica delle destinazioni del quinti lotto comporterebbero gravi penali al Comune che non potremmo sostenere”.

Nilde Montemerli, sindaco di Carpineti, dà le sue risposte al Comitato Fermare La Discarica e al pubblico (foto Redacon)
Nilde Montemerli, sindaco di Carpineti, dà le sue risposte al Comitato Fermare La Discarica e al pubblico (foto Redacon)

 

ANCHE IL SINDACO SI BATTE’ CONTRO LE DISCARICHE: A CIELO APERTO

Nilde Montemerli ripercorre anche la storia che ha portato alla discarica. Ricordando quando la diossina veniva respirata sino al 1995, quando i bambini vivevano di fianco alla discarica di Poiago, dove viveva mio figlio. All’epoca c’era qualche genitore che lamentava il fatto che quei bambini respirassero quella cosa lì. Nacque una discussione in montagna, in ambito Comunitario, e si individuò una cava dell’Iris dove avviare le procedure di esproprio per farne una discarica comprensoriale. “In quegli anni i contrari alla discarica temevano solo per i posti di lavoro delle cava d’argilla che si rischiavano di perdere”.

“Poiatica venne aperta nel 1995 – prosegue il sindaco – 1.400.000 euro è il ristoro ambientale avuto dal Comune di Carpineti per la presenza della discarica da parte di Iren (meno negli anni precedenti). Se la discarica facesse male, di un ristoro avrebbe diritto anche Toano o, meglio, la discarica andrebbe chiusa. Ma non abbiamo certo elementi per dire che faccia bene, sia chiaro, ma nemmeno abbiamo elementi per dire che fa male”.

“Nel 2003 la ditta Ciampà vinse un appalto da Agac per l’ampliamento della discarica; le imprese locali che ottennero il subappalto ci garantirono che i lavori di ampliamento vennero fatti regolarmente”. “E’ vero, nel 2004 uscì uno studio dell’Istituto di Sanità che indicava una incidenza di tumori superiore; ma il periodo di riferimento considerato non era antecedente (se non per i primi due anni) all’apertura della discarica”. E all’epoca molti carpinetani lavoravano nelle ceramiche.

 

Un altro scorcio del pubblico
Un altro scorcio del pubblico

 

“AI CITTADINI DICO: DENUNCIATE”

“Certo – dice il sindaco, mani in tasca e in fronte alla platea – sappiamo che la discarica non è il modo migliore per gestire i rifiuti”. Ed allora elenca le sue azioni per monitorarla: “A giugno 2004 diventai sindaco; ad agosto mandai una lettera all’istituto di epidemiologia e ad Arpa col quale chiese di essere attenti. La risposta fu che tutti sarebbero stati attenti”. Sulle polemiche dei camion che giungono di notte: “Invito chiunque li vedesse arrivare di notte a denunciarli alle autorità e non limitarsi a dirlo solo al bar”. Comunque nel 2010 le segnalazioni dei cittadini sul fatto che arrivavano autoarticolati di notte fece fare a carabinieri, forestale, Asl i controlli del caso, continuati nel tempo.

A chi competono i controlli? “Quello ambientale alla Provincia, al Comune la responsabilità sulla sanità”.

Una punzecchiatura: “Qualcuno disse che non avremmo mai fatto questo consiglio se non ci fosse stata la raccolta firme, ma in 8 anni non c’è mai stato tutto questo. Solo nel 2012, otto mesi fa, riceviamo una lettera di una ragazza, Valentina, che lamentava questi problemi. Nei primi incontri c’erano poche persone, che io definii quattro gatti. Però ricordo come nell’estate scorsa quando facemmo venire Stefano Pergolizzi a presentare un libro che parla di discariche e del mondo dei riufiuti: c’eravamo in cinque”. Per la precisione: “Nel 2004 definimmo con il Piano strutturale comunale 2004/2008 il perimetro della discarica di Poiatica. Tutta la popolazione ne fu informata. Non ricevemmo opposizioni”.

Il pubblico alle diciannove (foto Redacon)
Il pubblico alle diciannove (foto Redacon)

 

SE NON CI FOSSE POIATICA, COSA ACCADREBBE A CARPINETI?

“Chiamai il sindaco di Toano – ricorda la Montemerli – e, assieme, chiedemmo al direttore del Dipartimento di sanità di Reggio uno studio sulla sanità della popolazione. Io ho chiamato il Corpo forestale dello Stato per fare i controlli citati e che hanno portato a leggere il verbale del Comitato”.

Cosa fareste senza i soldi della discarica? “Sappiamo fare un bilancio anche senza i soldi della discarica. Certo se non ci fossero dovremmo tagliare cose in più: aliquota Imu al massimo, addizionale Irpef, contributi alle associazioni, biblioteca, turismo e anziché salare tutte le strade – dice ironica – mettere un cartello ‘attenti al ghiaccio’”.

Carpineti, lamenta uno dal pubblico, fa poca differenziata perché ha interesse ad aumentare i quantitativi consegnati alla discarica per avere più risorse… “Non è vero: siamo il primo comune del distretto in fatto di differenziata e il terzo in Appennino. Non possiamo fare la raccolta differenziata in alcune frazioni dove non passerebbe il camion per la raccolta. Al sindaco Delrio che ha dato notizia della raccolta porta a porta (molto onerosa) vorrei dire che… anche i Comuni della montagna hanno finanziato quell’operazione” – tramite Iren ndr -.

Se Iren fallisse, chi garantirebbe sulla gestione della discarica? “In Provincia è depositata una fideiussione bancaria – non è stato possibile ottenere quella assicurativa – di 57 milioni di euro di Iren”.

Questione odori nella vallata. “Per gli odori siamo preoccupati. Da un mese finché non si risolverà il problema dell’odore abbiamo fatto sospendere l’arrivo di biostabilizzato” mentre l’imprenditore Giuseppe Ruggi a fine serata spiegherà che l’odore persistente percepito a fine 2012 è riconducibile al biostabilizzato proveniente dal fiorentino non adeguatamente fermentato. “Riteniamo anche – ha detto il sindaco – che ci sia un vuoto rispetto agli strumenti di controllo e così ho lamentato con la Provincia”.

Per il futuro? “Credo siano necessari ulteriori approfondimenti. Il Piano d’Ambito della Provincia cerca di trovare un sistema migliore al fare arrivare i rifiuti in discarica. Non penso – come lamenta qualcuno del Comitato – che tutte le amministrazioni coinvolte dal pubblico siano corruttibili. Nel 2013 non abbiamo partecipato alla Conferenza dei servizi con gli altri Comuni e Iren, come atto politico, perché continuavamo a lamentare che c’erano odori e non si trovava la soluzione: abbiamo voluto dare un segnale; e ci chiediamo cosa dovesse succedere se arrivasse solo biostabilizzato (quando sarà in funzione il Tmb)?”.

 

La piantina di Poiatica così come esposta dal Comune. In verde scuro l'area destinata a Poiatica dal Psc del 2004. In verede chiaro, a sinistra, la nuova proprietà di Iren e in giallo, a destra, la proprietà di Monte Quercia scarl. In queste ultime due la mozione di Carpineti escluderà la possibilità di realizzare nuove discariche. In azzurro il volume attuale dei rifiuti
La piantina di Poiatica così come esposta dal Comune. In verde scuro l’area destinata a Poiatica dal Psc del 2004. In verede chiaro, a sinistra, la nuova proprietà di Iren e in giallo, a destra, la proprietà di Monte Quercia scarl. In queste ultime due la mozione di Carpineti escluderà la possibilità di realizzare nuove discariche. In azzurro il volume attuale dei rifiuti

POIATICA, STOP

L’area in verde scuro (nell’immagine di cui sopra) è quella dove il Psc del Comune di Carpineti, nel 2008, ha stabilito dove possono essere scaricati i rifiuti. Nel mentre Iren (in verde chiaro nella piantina sopra) e la società Monte Quercia scarl (in giallo, a destra della attuale discarica)  hanno acquistato aree molto ampie attorno alla discarica. La popolazione (e il comitato) chiedono di impedire ulteriori ampliamenti. Si sta discutendo per  lo scarico nel sesto lotto (500 mila tonnellate) ma non sarà consentito realizzare nuove aree di scarico”.

Una notizia che Iren apprende in diretta e, crediamo anche, possa essere colta non positivamente dal gruppo dato la recente acquisizione immobiliare. Una notizia che è colta positivamente da molti dei presenti.

Come muoversi per vincolare l’area? “Non abbiamo strumenti normativi ad hoc, dato che il Psc può essere variato dalle amministrazioni che verranno: ma possiamo fare una mozione che impegni il Consiglio Comunale a non allargare ulteriormente Poiatica oltre il sesto lotto”.

E dopo? Se il Tmb tardasse e l’attuale Poiatica si riempisse, cosa accadrebbe alle 450 mila tonnellate annue dei rifiuti di Reggio? “Che potrebbe esserci un allarme provinciale rifiuti, ma per scelta regionale il tema dei rifiuti è deciso a livello regionale e i nostri rifiuti potrebbero finire altrove”. Come nell’inceneritore di Parma con buona pace dei grillini.

 

* * *

 

AGGIORNAMENTO (ore 19.00): CI SCRIVONO I COMITATI, “SIAMO PERPLESSI”

Esprimendoci sul recente consiglio comunale del 16 marzo a Carpineti,noi dei comitati Fermare la discarica ed EcologicaMente vogliamo ringraziare quanti con la loro presenza al consiglio comunale aperto di sabato hanno dimostrato che il problema discarica non e’ solo di pochi.
Per noi la Pagoda stracolma di gente è prova dell’attivo e crescente interesse dei cittadini ormai esasperati dai problemi causati dalla presenza della discarica nel nostro territorio.
Vogliamo anche ringraziare tutti i nostri concittadini che si sono attivati con una sorta di passaparola per fare in modo che l’affluenza al consiglio fosse elevata nonostante l’orario poco fruibile da parte della comunita’ locale, a prevalenza rurale, che a quell’ora deve lavorare.
Ringraziamo inoltre la Signora Petronio che, concentrandosi sulla preoccupazione più grande  per tutti ( la salute ), ha reclamato con forza il diritto dei cittadini di sapere e il dovere delle istituzioni di indagare sull’incidenza delle malattie e i disturbi alla salute in un luogo comunque esposto a rischi.
Venendo al risultato dell’incontro possiamo dire che ci sentiamo perplessi su alcune delle risposte fornite dal Sindaco e sulla resistenza ad aprire un tavolo dialettico di collaborazione sul futuro di Poiatica. Ma un po’ ce lo aspettavamo: e’ un argomento molto delicato e dare delle risposte ad un pubblico partecipe non e’ semplice.
Al di la’ di quello che e’ emerso crediamo che ci sia ancora speranza di dialogo con le amministrazioni locali.  Noi auspichiamo la chiusura di Poiatica con l’esaurimento del 5 ampliamento, poiche’ quasi 20 anni di Discarica lasciano comunque una ferita difficilmente marginabile. Chiediamo solo di vederne la fine. Crediamo sia nostro diritto.
Apprezziamo l’impegno del Sindaco a chiedere una mozione politica che definisca per sempre i perimetri della discarica (oltre i quali non andare) e verificare i dubbi espressi sul biostabilizzato. Apprezziamo ancora la proposta del gruppo consigliare minoritario a creare una commissione, di cui faranno parte anche elementi dei comitati locali e cittadini, per monitorare sulla gestione della discarica e partecipare direttamente alle future decisioni in merito a questa. Auspichiamo che questa proposta venga accolta da tutti i consiglieri applicando la convenzione di Aarhus.
I comitati continueranno la loro azione di sensibilizzazione, apartitica e amovimentista, con incontri pubblici per informare la cittadinanza sulla situazione discarica, ma anche su come si puo’ cercare di ridurre la produzione di rifiuti e sulla raccolta differenziata, portando gli esempi di comuni  virtuosi (un esempio Capannori e Ponte nelle Alpi).
(I Comitati Feramere La Discarica ed EcologicaMente)

 

 

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