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1 marzo 2013 15:38 — 0 Commenti

“Basta ai sogni in vendita a poco prezzo, basta sprechi”. Giorgio Uriti ancora guida della Fim

REGGIO EMILIA (1 marzo 2013) – “Credo che oggi l’unica vera rivoluzionaria risposta ai bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori sia una grande costituente per un sindacato unitario.

In questa terra come in questo Paese sarebbe poi necessario un patto sociale per il futuro, che coniughi crescita, lavoro, rispetto dei lavoratori e sviluppo sostenibile. Che torni a far brillare l’Italia, e soprattutto l’Emilia, nel reggiano, colpita fortemente dalla crisi, dal terremoto e da un’altrettanto potente disoccupazione”.

Sono le parole di Giorgio Uriti, nuovamente confermato segretario della Fim Cisl di Reggio Emilia durante il congresso della Fim tenutosi ieri e oggi. Sono stati eletti quali membri della segreteria territoriale: Franco Ruffini, Gianluca Prampolini, Mario Olivito.

In occasione del congresso che lo ha designato ancora alla guida della categoria sindacale, Uriti ha parlato dell’Italia, ma anche della situazione di crisi economica che ha afflitto il reggiano; poi, ha delineato una nuova idea di sindacato: “Occorre accantonare senza indugio la logica perdente del sindacato massimalista e rivendicativo, per abbracciare una prospettiva nuova, più unitaria, più internazionale e responsabilizzante per i giovani. Occorre aprire a nuove forme di partecipazione, più inclusive, meno settoriali, più lanciate verso il futuro”.

Un sindacato, quello citato da Uriti, con strategie d’azione precise. Secondo il portavoce della Fim infatti, sarebbe bene estendere la contrattazione di secondo livello, sperimentando dove possibile nuove forme contrattuali, rafforzare la presenza della Fim in termini di iscritti e di delegati in nuove aziende o in aziende dove ora non è presenti strutturalmente, accogliendo più giovani e più donne tra gli associati e rappresentanti.

“Ai nostri amministratori locali dico di essere attenti agli imprenditori che partecipano ad iniziative con e per gli enti locali e poi, all’interno delle loro realtà imprenditoriali, sostengono un modello di sviluppo contrario al bene della persona e dei lavoratori; alle banche dico di puntare forte su innovazione e buone idee imprenditoriali, ma anche di essere davvero e di nuovo istituti di credito e di microcredito. Agli industriali chiedo coerenza: chi firma i contratti deve farli rispettare, anche in Emilia-Romagna”.

Di fronte ai problemi del Paese, che “sono ancora tutti lì, intonsi, incuranti delle campagne elettorali e delle promesse”, sono diverse le proposte della Fim reggiana, tutte fondate sull’eliminazione di ogni spreco e su soluzioni concrete.

Rispetto alla situazione lavoro, la Fim di Uriti propone una politica fiscale di sostegno all’economia e al lavoro, una distribuzione del reddito che chiuda la forbice tra ricchi e poveri, un forte investimento sulla scuola, che stimoli anche il decollo dei giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Ma anche una nuova legge pensionistica, che salvaguardi il lavoro svolto dalle persone, una adeguata revisione della legge sui lavori usuranti e la ridefinizione e un riordino degli ammortizzatori sociali che non lascino sole le persone al loro destino.

Secondo la Fim occorre una grande svolta nel sindacato italiano, che deve essere in grado di intercettare i bisogni di rappresentanza dei lavoratori, dei cittadini e di chi è in cerca di occupazione. Una rivoluzione che premi il merito e che respinga con forza l’idea di chi crede che il sindacato sia un parafulmine contro le proprie inadeguatezze.

Conclude Uriti rivolgendosi alla Fim nazionale: “Il quadro che talvolta viene rappresentato di una Fim in Emilia Romagna che soffre di eccessiva deferenza nei confronti della Fiom, è un quadro che non ci appartiene e che respingiamo con forza e siamo fermamente convinti che ogni risorsa che verrà destinata a questo territorio, sarà ripagata da una gestione all’altezza delle aspettative”.

 

 

 

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Giulia Manfredini ha scritto 49 articoli per Studio Arlotti

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