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27 febbraio 2012 15:05 — 0 Commenti

E’ il reggiano Giovanni Caruso il nuovo segretario della Fim Cisl Emilia Romagna

REGGIO EMILIA (27 febbraio 2012) – Giovanni Caruso è il nuovo segretario regionale della Fim Cisl Emilia Romagna, eletto stamane dal Consiglio regionale della categoria. Reggiano, originario della Campania è già stato segretario della Fim Cisl di Reggio Emilia da marzo 2004 a febbraio 2012, la categoria fondata nel 1950 per la tutela dei lavoratori metalmeccanici. A decretarlo l’esecutivo dei segretari di categoria riuniti oggi, lunedì 27 febbraio, a Bologna. Giovanni Caruso è nato a Napoli il 24 maggio 1967, diplomato al liceo scientifico “Arturo Labriola”, ha iniziato a lavorare come operaio specializzato alla Capolo di Montecchio Emilia, nel 1990. Iscritto d subito alla Fim Cisl ne è divenuto delegato dal 1991 al 1999 quando ha iniziato l’attività a tempo pieno in veste di operatore sindacale nella zona della Val d’Enza. Sposato, due figlie, vive a Fogliano (Reggio Emilia).

“La nomina di Caruso alla Fim Cisl Emilia Romagna – commenta Margherita Salvioli Mariani, segretaria della Cisl di Reggio Emilia – è un riconoscimento del lavoro svolto dalla Fim in questi anni difficili, per altro in una delle province dove è più forte la rappresentanza sindacale di altro tipo e dove, invece, sono stati considerevoli i risultati conseguiti dalla categoria in fatto di tutela del lavoro, in particolare per l’aspetto contrattualistico. Ricordo alcune importanti trattative condotte a termine come ad esempio alla Lombardini Motori e alla Comet spa. A Giovanni il nostro più grande in bocca al lupo con un solo auspicio: proseguire sulla strada intrapresa”

Caruso, quali i primi impegni su cui si dovrà attivare?

“Sicuramente sulle tematiche del rinnovo del contratto nazionale e, anche, sul il contratto di secondo livello degli artigiani, equivalente al livello regionale. Infatti, la sul rinnovo del contratto nazionale entro il primo semestre di quest’anno la Fim dovrà produrre la piattaforma, cioè l’insieme delle richieste economiche e normative da proporre alle controparti datoriali: in questo modo vorremmo giungere a una condizione positiva entro l’anno. Per quanto riguarda, invece, il contratto di secondo livello degli artigiani che equivale al livello regionale dopo oltre un decennio di vacanza contrattuale, per il mancato rinnovo del contratto, si proverà a produrre prima di tutto una piattaforma unitaria anche con la Fiom e la Uilm regionali, quindi si cercherà di proporre un miglioramento sia normativo che salariale, dopo un periodo di tempo così lungo di mancati adeguamenti. Saranno due appuntamenti entrambi difficili, considerato il momento economico di crisi, a maggior ragione quello degli artigiani”.

Uno dei problemi che si troverà da subito a gestire saranno i rapporti non semplici in una regione dove i modi di intendere il sindacato e le soluzioni agli stessi problemi propongono differenze sostanziali…

“Per questo intendo proporre soluzioni pragmatiche per le problematiche legate al mondo del lavoro e, in parallelo, salvaguardare i principi alla base dell’azione della Fim Cisl”.

Riforma dell’articolo 18.

“Se si parte da qui – risponde Caruso – è come partire dalla coda del problema. Ritengo sia da proporre innanzitutto un sistema universalistico di tutele per tutti i lavoratori, sia quando sono dipendenti – in quanto l’articolo 18 copre solo una parte di lavoratori (occupati in aziende sopra i 15 dipendenti, lasciando così scoperto ad esempio il settore artigiano) – ma anche con un sistema di politiche attive per i lavoratori che perdono l’occupazione, che vedano impegnati sia il mondo datoriale, che sindacale e istituzionale per ridurre al minimo la permanenza al di fuori del mercato del lavoro”.

Ad esempio?

“La formazione continua (formazione mirata per le conversioni professionali)”.

E dopo questo percorso?

“Solo dopo si può ragionare su quella che noi riteniamo debba essere una ‘manutenzione’ dell’articolo 18. Questo significa mantenere in piedi la tutela per i licenziamenti discriminatori, intervenendo piuttosto sui tempi della giustizia del lavoro (una causa del lavoro per il solo primo grado dura mediamente dai 2-3 anni, un danno soprattutto per il lavoratore, privato del reddito per questo tempo)”.

Un incarico di responsabilità e nuovo il suo: da dove iniziare?

“Il primo impegno sarà di incontrare le singole strutture provinciali della Fim in tutta la regione, per una migliore conoscenza delle singole specificità. Quindi prevedo nei prossimi sessanta giorni di incontrare tutte le segreterie e tutti i delegati delle Fim provinciali”.

A Reggio Emilia, intanto, è già iniziato il percorso per giungere, entro marzo, alla definizione del nuovo segretario della Fim Cisl provinciale.

 

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