Cronaca, , Agenzia Redacon, Terremoto
27 gennaio 2012 17:47 — 0 Commenti
Terremoto “in diretta” sui social network
Sarà pur avvenuto a 60 chilometri di profondità, nel vicino Appennino parmense, tra Corniglio e Berceto, ma l’ultima scossa di terremoto andata in scena alle 15.53 di oggi venerdì 27 gennaio ha fatto davvero paura. Anche se, diciamocela tutta, vivaddio che era profondo.
Pochi secondi sono comunque bastati a 5,4 gradi della scala Richter per scuotere in tutto l’Appennino, le abitazioni che qui insistono, gli oggetti e, prima di tutto, le persone. Non poche quelle che si sono riversate in strada, spaventate certo se si considera che il sisma è stato avvertito in un raggio di oltre 100 chilometri, quindi, dalla Lombardia, al Veneto, alla Liguria e alla Toscana.
A preoccupare, anche è stato – in attesa dell’accertamento di eventuali danni a cose o persone – è il blackout delle linee telefoniche, forse saltate per le troppe utenze. Mentre non tranquillizza certo il fatto che è in corso una “striscia” di scosse che parte dal Medio Oriente e arriva sino a noi, con una serie di terremoti minori costantemente monitorati dall’Istituto nazionale di vulcanologia.
Singolare il tam tam su Facebook – dove ormai molti italiani “vivono” e “lavorano” – che ha raccontato a suo modo in diretta questo fenomeno naturale. Tra i “post” dei montanari, eccone alcuni.
“Che botta” esclama Agostino di Castelnovo. “Cavolo”, le fa eco Alice “E a me non va il telefono”. “Terremoto lunghissimo” dice Lara dalla città. A Milano un’ascoltatrice di Radionova è prudente: “Ragazzi stacco – da Facebook ndr – … mi trema tutto”.
Daniele di Vetto: “…la terra trema di nuovo, che stress”. Il nostro speaker Mally è preoccupato è già a un minuto dal terremoto chiede “Chi sa l’epicentro?” E poi un appello: “chi è presente?”. E via una serie di commenti da tutto il Nord di gente che ha sentito la “botta”. “Pressione a zero” lamenta per lo spavento Sara da Groppo. Felice, a suo modo, Elisabetta da Casina: “Evvai! Questa l’ho sentita”. De gustibus.
Lapidaria Silvia: “Se davvero venisse un terremoto di quelli con la ‘t’ maiuscola, temo che la gente morirebbe scrivendo stati su Facebook davanti a un computer invece di correre ai ripari”. E Chiara posta un’immagine con un istogramma: in caso di terremoto il 10% pensa a salvarsi, il 90% aggiorna lo stato su Facebook. Che, a onore di cronaca, funziona a differenza dei cellulari.
