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6 marzo 2011 19:45 — 0 Commenti

Vaglie commuove l’Iva nazionale in Tv: e la Zanicchi evade dalle domande della Panicucci

MILANO (6 marzo 2011) – Vaglie di Ligonchio, per chi ci ha camminato tra i vicoli d’inverno, è un paese che non si scorda. Tante case, poche o nessuna finestra spalancata.

E’ uno dei paesi fantasma del nostro Appennino che, a differenza di borghi disabitati (si pensi a Campiano e Lamarossa a Carpineti), ancora vive almeno d’estate. Da qui ha spiccato il volo, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, Iva Zanicchi, ora europarlamentare, per molti media ancora “l’aquila di Ligonchio” o la plurivincitrice di San Remo e cantante nota anche oltre i confini nazionali.

E lei, intervistata in casa nello Studio 11 di di Cologno Monzese, dove va in diretta “Buona Domenica”, racconta al pubblico del piccolo schermo non di Ligonchio, ma della sua Vaglie, dove è nata e ha trascorso i primi anni. Sfuggendo, per di più, alle domande di Federica Panicucci che vorrebbe tenerla di più nei binari del successo musicale. Ma lei attacca raccontando della sua origine. E della sua Vaglie “Dove ora tutte le case sono chiuse, ma d’estate il paese si ripopola e ci si ritrova. Del mio paese conosco tutti i sassi”.

Gli esordi. “Per me, montanara, che volevo fare la cantante ed ero bruttina non fu facile, come non lo erano le prime trasferte a Reggio”. Nella città del Tricolore, infatti, l’Iva nazionale prenderà le lezioni di canto dal maestro Bertani che, di lì a poco, la lanceranno al concorso Disco d’oro (dove vince su Morandi e Orietta Berti) e poi Castrocaro.

Ma quelli di Vaglie erano i tempi “dove si andava a piedi e, appunto, le trasferte in città non erano facili. E poi la corriera, che passava solo una volta al giorno e quando veniva si andava tutti a vederla”. Famiglia. “Vengo da una famiglia tutta d’un pezzo, come lo sono i miei fratelli. Sono io che ho rovinato un po’ le acque. Sono arrivata al matrimonio convinta di essere vergine e, invece, ero incinta”. Tra Claudio Villa e il suicidio di Tenco, è ancora tempo di ricordi, ma di quelli più là nel tempo. Come quello della cresima “quando mamma mi trovò un abito, però abbastanza lungo che coprisse gli scarponcini ma, giunto il grande giorno, lei non si presentò in chiesa. Non aveva trovato un abito per lei, ma di lei che è scomparsa da poco preferisco non parlare. Per me che sono nata ai tempi della guerra, fu un’infanzia difficile, senza papà, prigioniero in Germania. Il cinema e la televisione non c’erano e la mamma leggeva a me e ai fratelli le lettere che ci erano giunte dalla prigionia…”

Poi l’Iva, commossa, si stoppa. “Basta con questi ricordi che va a finire che si fa sempre una tv delle lacrime, sorridiamo”. “Allegria” diceva Mike Bongiorno che, per primo, la scoprì a “Campanile sera” e poi la avrebbe ritrovata come amata presentatrice di note trasmissioni. Ok, il prezzo dei ricordi è quello giusto e, visto in tv, riconosciamo un pezzo della nostra montagna. Uno spot, per il paese fantasma e Ligonghio, di tutto rispetto.

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Gabriele Arlotti ha scritto 2376 articoli per Studio Arlotti

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