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17 febbraio 2011 18:33 — 1 Commento

Addio a Pietro, il fondatore della Uil che studiò negli Usa

VETTO (17 febbraio 2010) – Da 15 anni aveva scelto Vetto, comune nel quale tra gli anni Sessanta e Settanta, era stato avversario politico di Pasquale Marconi, sindaco, del quale ricordava amabilmente, ancora, le ‘schermaglie’.

Poi, negli anni Novanta, l’impegno rinnovato in politico in una lista civica col compito di fronteggiare un noto politico locale e, ancora una volta, ecco Pietro Montanari in prima fila, ancora in minoranza, a battagliare per i più deboli.

Si è spento nella giornata di ieri, mercoledì, dopo tre mesi di ospedale, da quel terribile ictus che lo aveva colpito il 24 novembre ma che, comunque, non gli aveva tolto lucidità, per lui che, orgogliosamente, aveva guidato la sua Seicento sino al giorno prima.

Indomito, Pietro, ma capace di ascoltare la moglie Enrica Fangareggi, che in questi ultimi anni aveva scelto di vivere a Vetto, dove l’aria era migliore. Anche se lui era originario di Corso Garibaldi e lei di via Squadroni e l’originale legame con la cittadina vettese stava negli anni giovanili di Enrica saliva quassù villeggiante.

Militante politico convinto, prima nel partito repubblicano, poi nel partito social democratico. “Quando non lo vedevo – ricorda a Redacon Enrica – sapevo dove lo trovavo: a un comizio. E c’era da restare a bocca aperta ad ascoltarlo”.

La militanza nei partiti minori gli aveva consentito di farsi amico del compianto onorevole Preti e dell’inossidabile Giuseppe Amadei, del Partito Socialista Democratico Italiano , parlamentare europeo, deputato per otto legislature consecutive.

In piena guerra fredda, nel 1953, aveva intrapreso un affascinante viaggio negli Usa, per apprendere, in Michigan e Washington, il tema delle relazioni di partito e sindacali. Era l’ultimo fondatore reggiano vivente del sindacato della Uil provinciale. Aveva lavorato a lungo nel modense: alle ceramiche San Giuseppe e Jaconazzi – Ragno, entrando anche nell’economato della Usl di Vignola.

“Aveva iscritto tutta la nostra famiglia al sindacato e al partito” ricorda col sorriso la moglie Enrica che, ora, lascerà Vetto per rientrare in città accanto al figlio, Yuri Mauro, responsabile acquisti dell’Interpump.

Lascia un grande vuoto, anche, tra molti vettesi che, negli ultimi anni, avevano apprezzato la sua attività di volontario al Circolo Anspi San Lorenzo, presso il bocciodromo don Eusebio Costi, così come tra gli amici che condivisero con lui la stagione politica degli anni Novanta.

I suoi funerali si svolgeranno venerdì 18 febbraio, alle 9.30, presso la chiesa di San Lorenzo in Vetto e, di lì, la salma sarà inumata al cimitero monumentale di Reggio.

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Gabriele Arlotti ha scritto 2352 articoli per Studio Arlotti

One Comment

  1. grazie gabriele pietro lo merita ha detto:

    Montanari il commendatore che tu come me conoscevi personalmente una grande eredità politica ed istituzionale ,colgo l’occasione funesta per dire che spero in gesta simili e tu mi rappresenti il degno successore di Pietro,sulla terra intendo grazie Pietro e grazie gab in tutti i casi siete fantastici

    (Paolo Maria Ruffini)

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