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6 febbraio 2011 11:24 — 0 Commenti

E’ in Danimarca il montanaro che vuole ricavare energia dalle onde del mare

VALESTRA (Carpineti, 6 febbraio 2011) – Laureato col massimo dei voti in ingegneria civile all’Università di Bologna, è già sulla buona strada la carriera professionale di Mirko Castagnetti, valestrino doc, apprezzato collaboratore dell’Unità pastorale di Valestra guidata da don William Neviani e ‘idolo’ di tanti giovani che frequentano gli ambienti parrocchiali, ma anche apprezzato cantore del coro Vocilassù.

Lo incontriamo (naturalmente tramite computer!) in Danimarca in un laboratorio di ingegneria marittima, dove opera in veste di inviato da parte della sua Università dove, tuttora, lavora.

“Mi trovo ad Aalborg in Danimara – spiega a Redacon Castagnetti – per condurre alcuni esperimenti sull’energia da onda. Rientrano nell’ambito del progetto europeo SDWED (Structural Design of Wave Energy Device, www.sdwed.civil.aau.dk) che si propone di fornire criteri di progetto per i dispositivi incaricati di convertire l’energia delle onde del mare in energia elettrica”.

Quale il tuo compito?

“In particolare, lo studio di cui mi occupo riguarda gli ancoraggi di questi dispositivi che sono spesso sottoposti a carichi estremi durante gli eventi di mareggiati e che sono spesso il punto più critico della progettazione di questi dispositivi”.

Perché un progetto internazionale?

“Perché questa ricerca si compone della preziosa collaborazione tra Università di Bologna (in particolare il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e dei Materiali, DICAM), la cui responsabile è la professoressa Barbara Zanuttigh e l’Università di Aalborg (Danimarca)”.

Dove si svolgono le prove che segui?

“Nel laboratorio di Ingegneria marittima e costiera dell’Università di Aalborg e sono finalizzate ad analizzare i carichi sugli ancoraggi dei modelli in scala 1:60, nonché il campo d’onda modificato attorno a tre dispositivi posti vicino a riva, il cui nome è DEXA (www.dexawave.com)”.

La tua prima impressione giunto così a Nord?

“Tutti mi dicevano che la Danimarca è un paese molto verde: nonostante questo, vedo del gran bianco! Il fiordo che taglia a metà la cittadina, tutta fatta di case di poco più di un piano, è attualmente ghiacciato. La colonnina di mercurio raramente sale sopra lo zero e il sole (quando c’è) è più un effetto scenico che uno strumento utile per scaldare le nostre teste”.

Come è la vita danese?

“Mi sono accorto che sussiste una cordialità e un rispetto per il bene comune molto diffuso. Qui non c’è bisogno di mettere cinque lucchetti per bici per evitare che te la rubino: a nessuno gli verrebbe in mente di rubarla! Il livello della vita migliore rispetto all’Italia: sebbene Aalborg sia un paese industriale, è piena di ampi spazi verdi, piste ciclabili, zone pedonali e non si sente un filo di smog”.

Rimarrai lì tre mesi. Cosa ti manca?

“Nonostante la cordialità e la sicurezza, sento una gran nostalgia di casa, che non può certo essere mitigata guardando ai monti danesi, tra i quali, quello più alto è poco più di una collinetta. Quando penso alle nostre vette e soprattutto alla nostra gente, mi si riempie il cuore di orgoglio e di commozione e, anche se sotto zero, il cuore mi si scalda e finalmente mi sento a casa anche qui, a 1400 km di distanza”.

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Gabriele Arlotti ha scritto 2352 articoli per Studio Arlotti

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